MONADS – Intellectus Iudicat Veritatem

 
Gruppo: Monads
Titolo:  Intellectus Iudicat Veritatem
Anno: 2011
Ristampa: 2012
Provenienza:  Belgio
Etichetta: Ordo MCM
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TRACKLIST

  1. The Stars Are Screaming
  2. Broken Gates To Nowhere
  3. Within The Circle Of Seraphs
  4. The Obsolete Presence
  5. Absent As In These Veins
DURATA: 54:25
 

Sono una sorta di supergruppo i Monads, i membri all'interno di questo gruppo fanno o hanno fatto parte di realtà più o meno conosciute quali Trancelike Void, Sanctus Nex, Omega Centauri e non solo. Tutte band giovani che in poco tempo hanno già dato alla luce lavori spesso molto godibili, il disco di cui parleremo, "Intellectus Iudicat Veritatem", segue la medesima linea distaccandosi (non del tutto) dal Black Metal dei monicker citati per approdare in territori più doomeggianti.

Le cinque tracce che compongono il disco, come nella miglior tradizione del genere, raggiungono durate comprese tra i sei e i tredici minuti per un totale di quasi un'ora di musica. Il Funeral dei Monads trae ispirazione da gente come Evoken e specialmente Mournful Congregation, tecnicamente niente di particolarmente innovativo ma in più di un'occasione la personalità del quintetto belga viene messa in mostra.

"The Stars Are Screaming" apre le danze su tonalità grigiastre per poi appesantirsi con accelerazioni quasi Death che culminano in un'apertura in cui arpeggi e chitarra solista donano una boccata d'aria dopo la tensione iniziale, una luce che seppur fioca e pallida riesce a diradare la nebbia soffocante mantenendosi viva anche in "Broken Gates To Nowhere", brano che nella sua parte centrale porta alla mente sonorità Post-Rock. Il suono è in generale relativamente arioso, sono poche le occasioni in cui si fa più scuro e le parti arpeggiate donano un'atmosfera vagamente sognante al tutto, in "The Obsolete Presence" ad esempio si intrecciano benissimo con i riff dando vita a picchi emotivi non indifferenti.

Il disco regala sorprese fino alla fine, gli ultimi tre minuti di "Absent As In The Veins" riprendono il Post-Rock sopra citato per poi trovarci in pochi secondi travolti da una sfuriata puramente Black/Death.

Tra riff che spesso e volentieri emanano sogni e speranze, una sezione ritmica varia e in poche occasioni opprimente e una voce lontana dal growl catacombale tipico del genere, i Monads risultano un ascolto molto gradevole e leggero rispetto allo standard Funeral, chi ha amato i Mournful Congregation di "The Monad Of Creation" (sarà casuale l'assonanza tra questo titolo e il nome dei belgi?) probabilmente apprezzerà anche questo disco. Da tenere d'occhio, attendiamo le prossime mosse.

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