MONASTERY DEAD – Cold And Gloom

MONASTERY DEAD – Cold And Gloom

 
Gruppo: Monastery Dead
Titolo:  Cold And Gloom
Anno: 2012
Provenienza: Russia
Etichetta: Wings Of Destruction Prods
Contatti: Sito ufficiale
 
TRACKLIST

  1. The Approach Of Death
  2. Left To Rot
  3. Perpetual Sufferings
  4. Cold And Gloom
  5. Groans Are Only Heard
  6. Bloodstained Human Remains
  7. Melancholy
  8. Painful Recollection
  9. Abyss Of Depression
  10. All Dreams Are Dead
  11. Decaying Innards
  12. Carnivorous Worms Colony
  13. Paranoia
DURATA: 34:16
 

Datemi del razzista, ma dei dischi provenienti dalla Russia tendo a diffidare: le opere di valore ovviamente non mancano qualunque genere si prenda a riferimento, tuttavia la tendenza predominante dell'ex-blocco sovietico è di imprimere nei propri musicisti una vena eccessivamente melodica, quasi "molle". Nel caso dei Monastery Dead, questo non è avvenuto. "Cold And Gloom", secondo lavoro completo e successore del debutto "Victims Of Senseless Massacre" (2009; specifico: a me sconosciuto) risale ormai a un anno fa e in questo lasso di tempo il gruppo di San Pietroburgo ha vissuto diversi, radicali cambi di formazione: la bella e violentissima Daria Semikhatova ha di recente abbandonato il microfono e il chitarrista e saltuariamente compositore (nonché autore di tutti i testi) Alexey Pishikin si è separato dal resto del gruppo subito dopo l'uscita dell'album. La band oggi ruota dunque principalmente attorno alla figura del bassista Vadim Nikolaev, pressoché unica mente dietro al materiale qui inciso.

Dicevo in apertura che i Monastery Dead non soffrono del morbo della melodia dilagante nelle fredde lande russe: "Cold And Gloom" è un breve, compatto e rapido assalto alla baionetta nella più classica scuola death metal. Cannibal Corpse, Malevolent Creation, Hate Eternal, chi più ne ha ne metta: i Russi prendono la lezione più recente di tutte queste band più o meno seminali e la sintetizzano in poco più di mezz'ora al fulmicotone. A rendere molto gradevole il disco contribuisce l'azzeccata scelta di concludere quasi tutti i brani in meno di tre minuti, non deviando mai dalla traiettoria e travolgendo tutto ciò che sta nel mezzo. Nessun rischio di distrazioni lungo la strada, niente velleità progressiva o tentativi di variazione sul tema: riffing granitico, assoli col contagocce e mai invadenti e un continuo rincorrersi tra le due asce caratterizzano più o meno tutti i brani; ottimo anche il lavoro alla batteria di Kirill Zharikov, a suo agio sia con gli sparuti mid-tempo che con le elevate velocità, pulito e preciso sia con le mani che coi piedi. La succitata Daria "Scream" Semikhatova si rende altresì protagonista di una performance che, dovesse mantenere questo standard anche in presa diretta o su un palco, farebbe impallidire la ben più celebre Angela Gossow: growl, scream e poi ancora growl senza sbavature e di carattere.

A coronamento di un lavoro di genere già privo di difetti ci pensano un'ottima produzione a opera della band stessa e un mastering da parte del fondatore dei Vile, Colin Davis, che insieme forniscono "Cold And Gloom" di un suono tanto moderno e pulito quanto caldo e adatto, nonostante l'abuso di trigger sulla batteria. Insomma, un'ottima seconda prova per i Monastery Dead, divertente e ben costruita; un lavoro che se da una parte non si presenta come particolarmente ambizioso, dall'altra riesce a non scadere nel pedissequo esercizio di stile.

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