MOONFROST – Starfall

MOONFROST – Starfall

Informazioni
Gruppo: Moonfrost
Titolo: Starfall
Anno: 2012
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Gravity Entertainment
Contatti: myspace.com/257187026
Autore: Mourning

Tracklist
1. Starfall
2. Chaos Withing
3. Torrent Of Hatred
4. Unveiling The Dark
5. Ignorance
6. Cleanse
7. Cosmic Winter

DURATA: 48:58

MOONFROST - Starfall Il trio svizzero dei Moonfrost vede al proprio interno Thorn e Ark, membri ed ex di formazioni quali Leere e Forgotten Chaos, con. .ven a chiudere un triangolo che a distanza di un lustro si presenta con un secondo album che lascia a bocca aperta, sì vedrete però voi come interpretare questa mia affermazione.
"Starfall" è un disco particolare, non immaginatevi chissà quale prova stravagante, arzigogolata o evitate di pensare che al suo interno vi si trovino trucchi da circo equestre.
Quello che propongono è un black metal che si stratifica in più livelli partendo da una base classica e rocciosa ma che in superficie colpisce per l'atmosfera eterea e liquido impressa dalle melodie e dall'assetto dilatante dei sintetizzatori. Questi non vengono utilizzati solo come un semplice orpello, bensì al pari di una vera e propria estensione sensoriale si arricchiscono ulteriormente grazie ai discreti solismi — mai complessi troppo complessi, però calzanti alla veste ruvido-melodica dei Moonfrost — e sulla quale il ruolo ricoperto dalla voce aspra e severa di .ven diviene fondamentalmente quello di spartiacque.
Stranamente le carte migliori in loro possesso vengono sfoderate nella prima ed eponima traccia e nella conclusiva "Cosmic Winter", brani che contengono in toto il DNA Moonfrost. Ci sono sia le connessioni astrali e le tinte siderali che permettono d'evadere dal proprio corpo fluttuando, usando il riffing come mezzo di trasporto emotivo, sia le qualità più brute e acide a corrispettivo di una rivendicazione terrena mai doma, doti che del resto potrete riscontrare anche nelle altre composizioni seppur con minor consistenza. Del restante lotto vi consiglio specialmente la doppietta formata da "Chaos Whitin" e "Cleanse" con quest'ultima in grado di mettere sul piatto una sezione strumentale particolarmente ricca di fascino.
È spiazzante l'effetto "Starfall", l'ho ascoltato e riascoltato ma sono ancora indeciso, una parte mi dice che devo ancora scavare a fondo, devo entrare maggiormente in contatto con l'esposizione volutamente di medio-lunga durata delle canzoni che in fin dei conti per quanto ami lo stile classico è tutt'altro che canonica, l'altra invece mi dice che sto cercando un chissà cosa dove non c'è, dovrei quindi godermelo solo per com'è? 
Il mio punto di domanda è ciò che vi consegno alla fine della disamina. I Moonfrost sono riusciti a lasciarmi nel dubbio e nel dubbio l'ho già rimesso su per l'ennesima volta e di certo non mi è dispiaciuto, volete essere voi a risolvere questo mio dilemma? In tal caso la via la conoscete, vediamo cosa siete capaci di tirarne fuori.

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