MOONSHINE – …Among The Centuries (Thy Will Be Done)

MOONSHINE – …Among The Centuries (Thy Will Be Done)

 
Gruppo: Moonshine
Titolo:  …Among The Centuries (Thy Will Be Done)
Anno:  2013
Provenienza:  Spagna
Etichetta: Till You Fukkin Bleed
Contatti: Facebook – Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Thus Transmitted The Havoc Orb
  2. Dismal Domain
  3. Return In Affliction
  4. The Voice Of The Elders
  5. Return in Affliction [rough mix, traccia bonus]
  6. The Prophet's Sleepless Dream [traccia bonus]
DURATA: 25:31
 

Di Javier Sixto, qui pervenutoci come Erun-Dagoth, abbiamo già parlato un paio di volte, ma sempre in occasione di uscite a nome Briargh. È la prima volta, invece, che trattiamo l'altro suo progetto principale, i Moonshine. Tornati al nome originale nel 2011, dopo un decennio passato a rilasciare materiale come Eldereon, "…Among Centuries" è il primo lavoro del nuovo-vecchio corso, dove Sixto ritrova anche il compagno di sempre José Herrera Mora (già presente nella prima incarnazione della band, nel 1997).

Il contenuto del nastro è presto descritto: su entrambi i lati sono incisi gli stessi sei brani, per venticinque minuti ciascuno di death-black marcio e senza compromessi. La chitarra, invero un po' in ombra nel marasma della sottoproduzione generale, macina riff senza sosta, la batteria pare uscire da una caverna lontana mille miglia, sepolta sotto decenni di polvere e sporco, e la voce di Sixto è poco più di un caotico berciare.

La registrazione è appena sopra l'amatoriale, la produzione idem e la marcescenza generale dei Moonshine è quasi palpabile. Addirittura, "The Prophet's Sleepless Dream", proveniente da una diversa sessione di registrazione, è il momento più pulito e lavorato del lotto, il che è tutto dire. Ovviamente, il lavoro è stato eseguito interamente da Sixto stesso nei suoi Khazad-Dum Studios.

Il dato interessante, poi, è che, esclusa la già citata "The Prophet…", originariamente rilasciata in versione digitale nel 2012 come singolo, il grosso del materiale di questa demo è addirittura risalente agli anni Novanta, quantomeno nelle sue basi, poi opportunamente rielaborate (ma neanche tanto, a giudicare dal risultato finale) dal gruppo in tempi più recenti.

Insomma, il concetto di demo come inteso vent'anni fa è riportato in auge dagli Spagnoli, come se il tempo non fosse mai trascorso. Se siete pronti a immergervi nel pantano sonoro di una produzione insufficiente, di una registrazione scadente e di una musica che "puzza di vecchio", il sulfureo death dei Moonshine vi regalerà un sicuro intrattenimento. Di certo, questa cassetta è una delle cose più putrefatte del 2013.

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