MORBID ANGEL – Domination

 
Gruppo: Morbid Angel
Titolo: Domination
Anno: 1995
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Earache Records
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TRACKLIST

  1. Dominate
  2. Where The Slime Live
  3. Eyes To See, Ears To Hear
  4. Melting
  5. Nothing But Fear
  6. Dawn Of The Angry
  7. This Means War
  8. Caesar's Palace
  9. Dreaming
  10. Inquisition (Burn With Me)
  11. Hatework
DURATA: 44:43
 

Parlare dei Morbid Angel è un'impresa più che ardua, poiché si tratta di una band fondamentale per il death metal. L'album in questione è sicuramente quello di svolta, soprattutto grazie all'opera dei due chitarristi: perchè allo storico Trey si aggiunge quell'Eric Rutan (si erano da poco sciolti in maniera definitiva i Ripping Corpse) che darà quel qualcosa in più alla band. Se infatti sino a "Covenant" i Morbid Angel erano una perfetta macchina vecchio stile, "Domination" per l'epoca si presenta come un disco fresco, con un suono perfetto e un trigger di batteria devastante.

L'apertura con "Dominate" è un assalto frontale, il classico riffato del gruppo diventa base portante per la prova vocale di Vincent che richiama i dischi precedenti, nulla più di quanto già non si conoscesse, ma già da "Where The Slime Live" la storia cambia, cosi come la struttura dei pezzi che diventa più articolata e ricca di stacchi. Un Trey ispiratissimo e l'uso degli armonici stoppati rendono ancor più particolare questo pezzo lento e cadenzato, all'interno del quale la batteria di Sandoval si limita al mestiere puro senza inventare nulla. Certamente l'assolo di Azgathoth è uno dei più belli ascoltati e Rutan supporta benissimo le ritmiche: mai coppia di chitarristi fu più azzeccata. Con "Eyes To See, Ears To Hear" si torna a pestare: un pezzo veloce, compatto, nel loro classico stile, dove il growl contrapposto alla voce già effettata di Dave particolareggia il ritornello. Tutto è azzeccato, ma quando ci si aspetta l'ennesima bordata, ecco invece che ci si pone dinanzi "Melting", il primo dei due brani strumentali: un minuto e venti di accompagnamento leggero, tetro e bisbigliante che conduce diritto dentro la bocca infernale della triade composta da "Nothing But Fear", "Dawn Of The Angry" e "This Means War".

La malignità dei Morbid Angel non sta nella velocità esagerata dell'esecuzione, ma nelle note macabre che riescono a mettere insieme: infatti nel terzetto di brani poco più su citati Pete ci mette del suo accelerando parecchio, tuttavia non dimenticando mai d'impostare i suoi classici mid-tempo e le parti lente; scelte stilistiche che rientrano nel marchio di fabbrica del gruppo.

Si arriva così all'osannata "Caesar Palace": decadente, ampia e profonda come un abisso senza fondo e con un lavoro costantemente rude delle due chitarre, abili pure nell'alternarsi in chiave solistica. "Dreaming" è il secondo strumentale che alleggerisce la situazione e per com'è posizionato pare svolgere il ruolo d'introduzione per "Inquisition (Burn With Me)", canzone ritmicamente perfetta, ma che non va oltre questo; probabilmente l'unico vero punto debole del disco, se così la vogliamo definire. La successiva e conclusiva "Hatework" rende invece perfettamente l’idea di quello che il titolo propone: è un lacerante, nero e sporco lavoro, il growl diventa profondo e allunga le note come a inseguire un'anima dannata, accompagnato dalla leggiadria delle brevi incursioni melodiche delle chitarre, che per il resto tengono viva una ritmica scarna e decisa. L'odio sa qual è suo mestiere.

Il disco nel complesso è un'ottima prova, riascoltandolo ad anni di distanza si comprende meglio l'essenza dei veri Morbid Angel: il lavoro di produzione è perfetto, gli effetti alla voce di Dave, il trigger non tartassante di Pete e la solistica di due capiscuola della chitarra come Trey ed Eric non avrebbero potuto che partorire una gemma del genere. Pur non intaccando il primato raggiunto con i primi due lavori, credo che "Domination" sia il vertice massimo della band a livello compositivo, un album in cui la bravura tecnica, lo spirito death metal e la produzione in studio si sono incontrati alla perfezione, chiudendo il cerchio. Il must have della svolta sonora in casa Morbid Angel!

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