MORBID FOG – Aggelon Apokathilosis / Frozen Landscapes Of The North

MORBID FOG – Aggelon Apokathilosis / Frozen Landscapes Of The North

Informazioni
Gruppo: Morbid Fog
Titolo: Aggelon Apokathilosis / Frozen Landscapes Of The North
Anno: 2011
Provenienza: Grecia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/morbidfog
Autore: Mourning

Tracklist
Aggelon Apokathilosis
1. Aggelon Apokathilosis (intro)
2. Seven Gates Ov Blasphemy
3. Wise Woman Ov The Wilderness
4. Mocking The Holy Faith
5. Beyond The Forest Ov Shadows
6. Victims Ov Unholyness
7. Countess Bathory (Venom cover)

DURATA: 32:59

Frozen Landscapes Of The North
1. Frozen Landscapes Of The North
2. Coldness
3. Wolves Under The Winter Fullmoon

DURATA: 14:33

I Morbid Fog sono la classica formazione greca, ortodossa, maligna ma ancora “incatenata” alla parte più “acerba” del black, non che sia a tutti i costi un problema, lo diviene nel momento in cui ti può danneggiare e nel caso del duo ciò avviene nel debutto “Aggelon Apokathilosis”.
MORBID FOG - Aggelon Apokathilosis / Frozen Landscapes Of The North Primordiale e dal riffato semplice e istintivo, il platter di sette tracce si muove su coordinate conosciute sfruttando un discreto appeal atmosferico donato dall’elementare lavoro di synth, dall’inserimento del canto gregoriano in apertura di “Mocking The Holy Faith” e dalla bestialità urlata della voce, è purtroppo penalizzato da una produzione che, pur tenendo conto della sezione ritmica e dando spazio sia al drumming che al basso offrendo profondità, si dimentica di fornire “identità” a un guitarworking dal suono spento, troppo flebile, la cui distorsione è un “ronzio” mai troppo convincente, la questione si aggrava divenendo palese nelle parti più evocative, quelle lente e che dovrebbero apportare una maggior oscurità alla proposta.
Difetto spiacevole perché anche se il songwriting ristagna poggiandosi sulle modalità dei primi Mayhem e Bathory, provando a tirare fuori una dose d’epicità che rimane invischiata e soffocata dalla qualità “demo” dei brani, le potenzialità ci sono, barlumi d’intraprendenza e punti dal quale ripartire si possono riscontrare in canzoni quali “Wise Woman Of The Wilderness”, la già presa in considerazione “Mocking The Holy Faith” e la conclusiva “Victims Ov Unholyness”, soprattutto per l’uso di buone melodie.
Per chi scrive è del tutto ininfluente la cover di “Countess Bathory” dei Venom, pezzo indovinato per stile e modalità ma che non porta nessuna “notizia” a favore dei Morbid Fog.
A un solo anno di distanza, Commander Ov Thirty Demonic Legions e Dark Priestess Ov Profane Ceremonies pubblicano l’ep “Frozen Landscapes Of The North”, un ep contenente tre tracce e che seppur non rasenti di certo la perfezione mette in mostra comunque una forma canzone lievemente meglio composta e arrangiata, l’unica pecca è di nuovo legata al suono della chitarra, è sempre la distorsione a non convincere.
Il ritualismo della titletrack che nella fase centrale del pezzo si blocca dando spazio a una sezione organistica per ripartire con un riffing thrashato, il mood flebile e decadente di “Couldness” che lascia alla terza song, “Wolves Under The Winter Fullmoon”, la parte della dura per atmosfere e intensità, il solito break ambientale ad allentare la presa prima di una ripartenza in velocità (era quasi “previsto”) risultano però piacevoli e digeribili tenendo a mente il contesto sonoro e il modo di operare dei Morbid Fog.
Sinceramente non so quale sarà il futuro di una band come quella ellenica, sono coerenti, non hanno nessuna intenzione di perdersi dietro inutili mode o applicare varianti particolari all’esposizione dei pezzi, è una scelta rischiosa: A) perché li racchiuderebbe all’interno di un micro-mondo ormai saturo e collassatosi da tempo; B) perché la longevità dei brani nello stereo è per ora alquanto ridotta, ci sarà sempre colui che svisceratamente appassionato (o ossessionato) da questo tipo di sound supporterà un progetto simile e del resto non ci vedo nulla di sbagliato.
Auspicando per loro un futuro nel quale sia possibile riscontrare delle forme di accrescimento e maturazione verso l’obbiettivo prepostosi, non posso far altro che consigliare l’ascolto di “Aggelon Apokathilosis” e “Frozen Landscapes Of The North” agli sfegatati del genere old school, i restanti vadano oltre.

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