MORIBUND OBLIVION – Manevi

 
Gruppo: Moribund Oblivion
Titolo: Manevi
Anno: 2013
Provenienza: Turchia
Etichetta: Dust On The Tracks Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Intro
  2. Yara
  3. Bahti Kara
  4. Nefret Açacak
  5. Dünya Dönmeye Devam Edecek
  6. Geçip Gittim
  7. Yok
  8. Matemli
  9. Tut Elinden
  10. Ölmek Üzere Untulmus
  11. Okyanus
DURATA: 50:14
 

I turchi Moribund Oblivion sono una compagine affermata all'interno della propria scena nazionale, con un'attività ormai quasi quindicennale iniziata nel 1999 e che aveva sinora prodotto quattro album. L'ultimo in ordine di tempo era "K.I.N. / Killer Is Nowhere" del 2008, seguito dal singolo "Izdirap" nel 2010: chi siano e come suonino però l'ho scoperto solo con il nuovo parto "Manevi", dato che in precedenza non avevo avuto occasione d'imbattermi in loro.

Definire puro Black Metal la proposta insita nell'album del quartetto proveniente da Istanbul mi sembra riduttivo e non esatto. Le inflessioni di matrice Death Metal delle sezioni più tirate, le schitarrate di stampo Thrash più volte presenti a contaminare l'esecuzione dei pezzi ("Dünya Dönmeye Devam Edecek") e le atmosfere in alcune circostanze affini al filone gotico ("Bahti Kara" potrebbe ricordare un incrocio fra Paradise Lost e Sentenced) s'impastano in un assetto melodico prominente ed esteso dall'utilizzo ben calibrato dei sintetizzatori, il quale in più di una circostanza pesca dal sound di matrice scandinava: ascoltando "Geçip Gittim" sembra di avere all'orecchio un classico pezzo epico alla Amon Amarth, evidenziando ancora di più lo status europeo delle fonti d'ispirazione.

È un peccato dover annotare la mancanza di caratteristiche folcloristiche che abbiano come riferimento il territorio d'appartenenza, a meno che non si tengano in considerazione il solo uso della lingua turca per il cantato e un paio di aperture che concedono spazio alla chitarra acustica; particolare che avrebbe potuto dare una marcia in più.

In "Manevi" è racchiusa una natura ibrida, curata nei suoni, pulita, forse troppo, nella sua esposizione: ciò potrebbe già allontanare dall'ascolto la fetta di seguaci devoti all'ortodossia estrema, in questo specifico caso decisamente poco rappresentata. I restanti vedano però di non sottovalutare ciò che i Moribund Oblivion possono offrire: il tempo trascorso in loro compagnia è tutt'altro che disdicevole e presenta al suo interno più di una situazione valida. Ovviamente tenendo sempre conto che di Black Metal, in "senso stretto" del termine, questo disco ne contiene veramente poco.

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