MORRIGAN – Diananns Whisper Wave

 
Gruppo: Morrigan
Titolo:  Diananns Whisper Wave
Anno: 2013
Provenienza:   Germania
Etichetta: Undercover Records
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TRACKLIST

  1. Call Of The Morrigan
  2. The Shadowwonderer
  3. Bloodwidow
  4. Warbitch
  5. Thy Nasty Reaper
  6. 13 Steps At Dawn
  7. The Gallic War
  8. Maze Of The Graves
  9. The Singing Hangman
  10. Diananns Whisper
  11. Dustdevils
DURATA: 55:35
 

Eh sì, erano bei tempi quando Quorthon provocava il mondo musicale con la sua evoluzione artistica. Che dire allora di alcuni gruppi che attingono con mestoli grandi così al sapere tramandato dai suoi dischi? Le filosofie sono ben definite: o si raccolgono influenze a destra e a sinistra, oppure si riprende uno stile per copiarlo e/o svilupparlo. Un esempio chiaro per quest'ultimo caso è rappresentato dagli Hellhammer che hanno ancora oggi un grande seguito d’imitatori e adoratori. I Morrigan tedeschi, gruppo piuttosto longevo a me finora sconosciuto, sembrano essere adepti dei Bathory. Tenterò in questa sede di sostenere la mia tesi.

Non bisogna cercare lontano per scoprire la dedizione alla Svezia; l'introduzione e la prima canzone sono un collage di sonorità conosciute alle orecchie esperte. L'epicità della ritmica è ossessivamente lenta, è accompagnata da una voce, a volte lamentosa a volte strozzata, che si lascia sostenere da cori in sordina. Dimenticate tutto ciò che è Depressive… "Diananns Whisper Wave" è un disco lontano dai canti da bettola allegri e gioiosi. I Morrigan paiono piuttosto affascinati dalle fasi tardive della creatività di Quorthon, fascino che induce alcuni critici a classificare la formazione nello scaffale Viking. Io preferisco lasciare questo esercizio di definizione a voi. Tracce di pianoforte pongono l’accento su alcuni momenti che, soggettivamente, mi sembrano diventare monotoni con lo scorrere dei minuti. Fortunatamente troviamo anche passaggi più celeri come in "Warbitch" oppure "Thy Nasty Reaper" che sono una mazzata nella protesi dentaria che vi farà vedere le stelle datate Anni Ottanta.

Ammetto di penare un poco a seguire e a descrivere questo disco. Primo, non sono molto attaccato alle opere più epiche dei Bathory e, secondo, l'esecuzione strascicante di alcuni passaggi non riesce a ravvivare la brace nel mio corpo. Non dubitate: preferisco ascoltarmi i Morrigan con il loro stile influenzato da Quorthon, invece di sorbirmi il millesimo plagio di qualunque altro gruppo già copiato all'infinito. Si può discutere a lungo sull'effetto di alcune scale che paiono riemergere più volte durante l'ascolto. L'offerta è in generale variegata, la voce e le trame musicali offrono cambiamenti frequenti nelle canzoni, la presentazione di atmosfere epiche è davvero azzeccata.

Se vi mancasse Quorthon, vi troverete sicuramente benissimo con i Morrigan; il loro black è diverso da quello plastico preparato in una cucina aziendale. Questi tedeschi v'invitano a gustare a casa loro piatti freschi cotti utilizzando ingredienti genuini conosciuti a tutti voi. Nulla è migliore della cucina casalinga, no?

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