MORS SPEI – Necrocosmos Genesis

 
Gruppo: Mors Spei
Titolo: Necrocosmos Genesis
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Lupus Niger Prod. And Distro
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Born To Hate
  3. 1000 Burning Suns
  4. The Day The Earth Died
  5. The Litanies Of Satan
  6. No Religion Shall Envenom Me
  7. Necrocosmos Genesis
DURATA: 43:44
 

Passo dopo passo, la one man band partenopea Mors Spei ha raggiunto gli step più tradizionali nell'evoluzione di un progetto musicale: prima un demo ("De Humanitatis Caede"), poi un'uscita più articolata (lo split in compagnia di Krowos e Mystica Nox), infine l'apparizione su di un palco (al Cult Of Parthenope Black Metal Fest 2016) e la pubblicazione di un album. Lo scorso anno insomma è stato parecchio importante per l'attivissimo Wolf, che attraverso la sua Lupus Niger mi ha recapitato "Necrocosmos Genesis".

Chi conosce il personaggio saprà già che si muove da sempre negli ambienti black metal underground e queste sette tracce non fanno alcuna eccezione, compresi i testi piuttosto essenziali dedicati ad apocalisse nucleare, odio verso l'umanità e sentimenti antireligiosi. Rispetto alle note primordiali e scarne del demo, il disco risulta più professionale e pieno, con un suono ovattato che enfatizza il senso di oppressione generale. In continuità col passato, le ritmiche non sono mai esasperate né parossistiche, mentre i differenti contesti atmosferici contribuiscono a differenziare le tracce, altrimenti simili nelle strutture lineari e per la reiterazione dei riff: "The Litanies Of Satan" (il testo ovviamente è di Baudelaire) rappresenta l'episodio funebre nel quale una chitarra stridente squarcia il velo cupo generato dalla restante strumentazione; "The Day The Earth Died" è gloriosa e fiera; il riffing  di "1000 Burning Suns" sembra guardare alla Svezia (per le mie orecchie in particolare ai Thy Primordial); "Born To Hate" paga invece tributo agli anni '80.

Venendo alle criticità del lavoro, ritengo che i pezzi siano dotati di una durata eccessiva in proporzione alla quantità di idee e spunti inseriti; una maggiore sintesi avrebbe certamente aiutato a incanalare meglio il messaggio, senza dispersioni. Allo stesso modo una batteria vera e non programmata sarebbe stata in maggiore armonia con un contesto così old school e genuino, magari con qualche soluzioni meno basica ad aumentare la varietà precedentemente evocata; devo ammettere però che ho avuto modo di ascoltare di molto molto peggio in altre occasioni.

Compattezza e fedeltà agli stilemi della tradizione da un lato, una essenzialità molto accentuata dall'altro (che non è mai povertà, sia chiaro): "Necrocosmos Genesis" è un'opera black metal piuttosto esplicita nella sua conformazione passatista e che perciò difficilmente vi disorienterà. Come recita il libretto: Mors Spei è l'incarnazione musicale di Wolf, il suo manifesto più puro.

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