MORSO – Lo Zen E L’Arte Del Rigetto

Gruppo:Morso
Titolo:Lo Zen E L’Arte Del Rigetto
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Dischi Bervisti / Cave Canem
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp  Instagram
TRACKLIST

  1. Liberaci Dal Male
  2. Nessuno E Centomila
  3. Pieno Di Istanti
  4. Non Si Muore Ogni Dicembre
  5. Sempre Meglio Di Niente
  6. Incline
  7. Glamour Suicide
  8. Il Fine Giustifica I Mezzi
  9. CMC
  10. Ex
  11. Sognavo Di Essere Bukowski
DURATA:24:09

Non c’è mai riposo per chi combatte e rigetta l’ossessione per il decoro, con le sue parole vuote di significato e piene di violenza. La natura dell’hardcore è da sempre quella di lanciarsi a capofitto contro questo rivoltante sistema di potere e comunicazione, evidenziando la forza potenziale dei corpi umani, schiacciati e umiliati per il sollazzo e il profitto dei soliti noti. Dall’area metropolitana di Milano, ecco che arriva il Morso di debutto di un quartetto che si presenta così sulla propria pagina Bandcamp e nel pezzo d’apertura: «Chi è nella merda dica Amen», e nella merda ci siamo eccome.

L’Amen dei quattro è un misto di ironia (zen) e rabbia (rigetto), che infatti costituiscono le due anime concettuali de Lo Zen E L’Arte Del Rigetto, pubblicato dall’onnipresente Dischi Bervisti con la collaborazione della Cave Canem. Ventiquattro minuti di sfogo sarcastico e dissacrante (perfettamente rappresentato in “Il Fine Giustifica I Mezzi”), in cui però i Morso non dimenticano di aprire qualche rara finestra di possibilità. Il disco è estremamente vario anche in termini stilistici, con versi interamente cantati in pulito e con parecchie parti che si possono ampiamente definire orecchiabili, per gli standard del genere. Forse questa natura molteplice è proprio il principale punto di forza dell’album, contemporaneamente chiarissimo e variegato, nonché ottima espressione di quello che è il mondo in espansione legato all’hardcore.

I Morso, infatti, si inseriscono in un ambiente vitale e dalle tantissime influenze, ormai diffuso in tutta Italia (e oltre), pescando senza troppi problemi da metal, rock e altri territori più o meno affini. Si tratta probabilmente di uno dei microcosmi più attivi di questo periodo, come si è visto negli anni con progetti come Marnero, Hate & Merda, STORM{O} e tutto il campionario di alfieri del rigetto e dello schifo, nella sua multiforme e ributtante bellezza.

In breve, anche stavolta la Dischi Bervisti ha fatto centro, dando alle stampe l’ottimo esordio di una band della quale sentiremo senz’altro parlare (male) anche nel futuro prossimo. Nel frattempo, i quattro si sono tolti qualche sfizio come aprire agli Hierophant, segno ulteriore di quanto sia contaminato e fluido l’ambiente di riferimento.

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