MORTA SKULD – Through The Eyes Of Death | Aristocrazia Webzine

MORTA SKULD – Through The Eyes Of Death

Informazioni
Gruppo: Morta Skuld
Anno: 1990-1991 / 2011
Etichetta: Relapse
Contatti: non disponibili
Autore: Bosj

Tracklist
1. Intro
2. Sacrificial Rite
3. Gory Departure
4. Preacher Of Lies
5. Senseless Killing
6. Through The Eyes Of Death
7. Feast From Within
8. Prolong The Agony
9. …Of Evil
10. Eternal Suffering
11. Metal Church

DURATA: 37:10

MORTA SKULD - Through The Eyes Of Death Di nuovo Relapse, di nuovo ristampe; questa volta si parla di vecchie glorie.
C’erano una volta dei ragazzi di Milwaukee che, sul finire degli anni ’80, sulla scia del tape trading più appassionato, furono preda di un’enorme voglia di suonare death metal.
“Gory Departure” e “Prolong The Agony” furono i primi due parti, ovviamente su nastro, della creatura che quei giovani concepirono, i Morta Skuld.
Dopo di essi, quattro full e uno split, Dave Gregor e Jason Hellman, vero fulcro del gruppo (voce e chitarra e basso), decisero di chiudere baracca e di dedicarsi al nu metal più melodico (pesantemente influenzati dai Mudvayne, a occhio e croce) a nome 9mm Solution, e al momento sono ancora lì.
Oggi, incurante di tutto questo, la Relapse va a recuperare dalla naftalina i due suddetti demo, riediti in un’unica soluzione e per la prima volta su supporto ottico, che nulla hanno a che spartire con ciò che i due musicisti hanno combinato negli ultimi tre lustri.
Parlando del contenuto del cd, abbiamo tutti i pezzi originali dei due lavori, con un’intro iniziale, e due bonus tracks finali: una cover di “Metal Church” (non serve che vi dica di quale brano si stia parlando) ed “Eternal Suffering” (qui invece chiedo a voi lettori se sapete di quale pezzo si tratti, perchè a me non sovviene), finora inedite.
I suoni sono ovviamente quelli tipici del death metal dell’epoca, con una rimasterizzazione dignitosa e degna di questo nome che permette di apprezzare le linee di chitarra e di un basso molto presente nonostante il tempo trascorso e quella che presumo fosse la non ottima qualità del materiale di partenza.
Anche in questo caso, non serve dilungarsi inutilmente: il prodotto è valido, ma non si tratta di una perla nascosta da fare propria a tutti i costi. Certo, se siete aficionados della scena e del periodo, o se siete semplicemente intenditori di buon death metal, non vi pentirete di un eventuale acquisto.