MORTÖR – Shoot ‘Em Up

MORTÖR – Shoot ‘Em Up

Informazioni
Gruppo: Mortör
Titolo: Shoot ‘Em Up
Anno: 2012
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/mortormetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Under The Flag
3. Eat Lead
4. Shoot ‘Em Up
5. Clusterfuck
6. Trigger Happy
7. Locked And Loaded
8. Infidels
9. Whiskey Surgery
10. For Glory
11. Days Of Our Knives
12. Point Blank
13. The Bonesaw
14. Let’s Deflagrate

DURATA: 47:27

I canadesi Mortör sono in attività da circa quattro anni, la band è nata per volontà del chitarrista David Paquette che a oggi è coadiuvato da Antonin Perras-Foisy all’altra sei corde, Jonathan Boulay al basso, Jay Cross dietro le pelli e Yolin Lafrenière alla voce, questa è la line-up che ha rilasciato nel 2012 “Shoot’ Em Up”.
Suonano un death thrash che non lascia spazio all’immaginazione, pesante, incalzante, frequentemente battagliero nei toni e incattivito da influenze mortifere che portano nomi decisamente distanti per sound e impatto a incontrarsi, non è difficile infatti incrociare sonorità che ricordano i Facebreaker (ma i nomi da tirare in ballo in ambito groove potrebbero essere tanti, ad esempio i Six Feet Under), Morbid Angel, Amon Amarth, Kreator e… il resto lo lascio indovinare a voi.
È una collisione strana, da un lato abbiamo la brutalità e un regime sonoro che tendono all’oscuro, dall’altro la grinta di un thrash energico e la fierezza degli scandinavi, la bravura del quintetto sta nell’esprimersi tramite pezzi che raggiungono i propri obbiettivi utilizzando soluzioni mai troppo complicate, dirette sul bersaglio senza girarvi intorno.
La tracklist è compatta e priva di attimi morti, noterete come l’asse ritmico sia sempre intento a far pervenire all’orecchio la sua prestanza, si preferisce colpire puntando sulla pesantezza più che sulla velocità.
Vi accorgerete inoltre di come il riffing pur ammettendo la volontà di far apparire sembianze melodiche non permette intrusioni di stampo “catchy”, infilando una serie di brani come “Under The Flag”, “Clusterfuck”, “Trigger Happy”, “Locked And Loaded” e “Infidels” che martellando sapientemente e favorendo quest’incedere da mattonata si rendono scapoccianti.
In fin dei conti i Mortör sembrano avere il preciso intento di smuovere le acque facendo nascere una bella sessione di headbanging.
La band sa essere ironica, titoli come “Whiskey Surgery” e “Let’s Deflagrate” parlano da soli, e la cover dell’album dai toni fumettistico/futuristici, con questi soldati scheletrico-cibernetici molto jappo-manga, conferisce il tocco finale a uno “Shoot ‘Em Up” che ha voglia sì di sparare cartucce a raffica ma nello stereo.
Bastardo e dotato di un discreto fascino, il platter dei Mortör è un ascolto piacevole soprattutto se si è abituali fruitori di proposte di stampo moderno, per gli old schooler il sound forse troppo pulito e quelle inflessioni alla melodia potrebbero creare dei fastidi ma ciò non esclude il fatto che possa risultare apprezzabile, motivo per cui v’invito a dar loro una chance.

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