MORTUALIA / NYCHTS – Nebelstern Des Nichts [ticino1]

 
Gruppo: Mortualia / Nychts
Titolo:  Nebelstern Des Nichts
Anno: 2012
Provenienza:   Finlandia / Svizzera
Etichetta: Nebelstern Records
Contatti:

 

 
TRACKLIST

  1. Nebelstern Des Nichts
DURATA: 40:25
 

Innanzi tutto tengo a precisare che quest’opera non è uno split ma il frutto della collaborazione fra Mortualia, con Shatraug per essere precisi, e Nychts. Forse è stata possibile grazie al mondo del WWW. Sì, oggi alcune cose sono molto più semplici da realizzare. È un compito arduo scrivere riguardo questo pezzo tanto lungo; non conosco nessuno dei due gruppi e tenterò allora di rendere al meglio l’idea del suo contenuto.

Dalla Finlandia arrivano gli ingredienti più oscuri e depressivi, il Vallese, la patria dei Samaël tanto per intenderci, fornisce le spezie atmosferiche alla traccia. Già il primo ascolto dimostra una chiara equità nella partecipazione degli artisti. Non sono ancora riuscito a definire se si tratti di una fusione da cui fanno capolino i due oppure di un altalenare fra loro. Il ritmo semi-lento e ossessivo è accompagnato da una varietà di strumenti, suoni e campioni musicali che raccontano una storia spaziale epica e profondamente triste, decorata da linee leggermente melodiche. Si potrebbe discutere sul fatto se questi quaranta minuti si fossero potuti suddividere in diversi movimenti o capitoli per semplificarne la comprensione all’ascolto. Se per un musicista è difficile gestire la composizione di un tale lavoro, ancora più ardua ne è la digestione per il pubblico. Mi sembra che dal ventesimo minuto avvenga un cambio netto di rotta; la voce è diversa e i sentimenti offerti dal tono delle note sono degli altri. Se prima ci si sentiva come soldati durante una marcia dura e penosa, qui l’adrenalina sale e inizia una fuga o un inseguimento esasperati che portano al nulla, nuovamente all’oscurità assoluta, al vuoto. Soggettivamente vedo scorrere davanti ai miei occhi prima la fatica necessaria per conquistare lo spazio che, dopo una lunga evoluzione, porta a una rapida espansione nelle galassie grazie a nuove cognizioni tecniche e a una dispersione imposta dall’infinità dell’universo.

Sì, quest’opera è veramente difficile da descrivere ma è la testimonianza della qualità compositiva di questi signori che mostrano un grande ingegno nel produrre atmosfere e sensazioni da pelle d’oca. È sempre difficoltoso affermare la necessità o definire la superiorità di una tale composizione; ognuno riceve sensazioni diverse e le note possono essere ascoltate e interpretate in maniera differenza dai singoli. Dal canto mio acquisterò questo disco.

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