MORTUORIAL ECLIPSE – The Aethyr’s Call

 
Gruppo: Mortuorial Eclipse
Titolo:  The Aethyr's Call
Anno: 2012
Provenienza:  Argentina
Etichetta: Art Gates Records
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TRACKLIST

  1. The Summoner's Procession
  2. Advent Of A Sinister Omen
  3. Crepuscular Necromantic Visions
  4. Perpetual Covenant
  5. At The Gates Of The Marduk's Shrine
  6. Brotherhood Of The Serpent
  7. Orion's Progeny
  8. Submission
DURATA: 29:48
 

L'ultimo decennio ha portato il metal estremo a vestire sempre più spesso i panni dell'ibridazione, del genere "colto" e lavorato. Specificamente, i Mortuorial Eclipse, da Córdoba, nel cuore dell'Argentina, si fanno alfieri del filone inaugurato da formazioni quali Behemoth, Septicflesh e compagnia: un death metal dalle molteplici influenze.

Anzitutto, in maniera minore, le contaminazioni black: alcuni riff di chitarra ricordano molto la scuola "mista" svedese facente capo a Dissection, Sacramentum, Necrophobic e numerosissimi altri. A seguire, un'impostazione che sotto numerosi aspetti richiama l'operato di Adam "Nergal" Darski e dei suoi già nominati Behemoth: dalla modulazione vocale tenuta durante i mid-tempo, quel growl dal tono imperioso e autoritario, alle strutture dei brani estremamente incentrate sul binomio riff massiccio/blast-beat pulitissimo. In ultimo, come accennato in apertura, la lavorazione, la pomposità, la magniloquenza delle basi sinfoniche di stampo greco: tutti gli otto brani di "The Aethyr's Call" hanno un'impostazione orchestrale molto marcata, che rende il disco decisamente omogeneo e soprattutto godibile per coloro che nel metal estremo non ricercano la sola furia cieca, ma apprezzano una superiore profondità artistica e anche concettuale.

Le tematiche, a questo riguardo, si incentrano sull'occulto: gli Aethyr sono i trenta piani astrali che separano il contingente dal divino, e tutti i pezzi (tolte intro ed outro, strumentali ambedue) si occupano di esoterismo e misticismo, da riferimenti all'Enuma Elish e alla civiltà mesopotamica ("At The Gates Of…") a esperienze di visioni negromantiche. Tutto come da copione… forse troppo.

Alle sei composizioni di questo debutto, per quanto formalmente impeccabili, si può rimproverare una sola e unica pochezza di fondo: l'impersonalità. Sulla produzione non eccelsa si può soprassedere, nonostante per suonare "alla Behemoth" sia comunque importantissimo che la batteria risalti e che la chitarra goda di una pulizia estrema, mentre in questo caso siamo "solo" su livelli normali; i quali livelli normali, se in molti casi sarebbero più che sufficienti, in una proposta come questa assumono una rilevanza ben diversa. Sulla generale omogeneità e indistinguibilità tra un brano e l'altro, invece, c'è più da ridire. Base sinfonica – riff portante – blast beat – growl occultista, se il ripetere la stessa formula ha fatto la fortuna di determinate proposte e certi filoni, i suoni più moderni e più ricercati non sono fra questi.

Cionondimeno, vi sono delle attenuanti: il progetto è giovane, "The Aethyr's Call" è la prima uscita a nome Mortuorial Eclipse, e l'Argentina non è famosa per proposte elaborate di questo tipo. Oltre al fatto che, ripeto una volta di più, l'album è ben lungi dall'essere "brutto", anzi. Tempo al tempo dunque, speriamo che la penna dei Mortuorial Eclipse maturi col passare degli anni trovando una propria via, frattanto accontentiamoci in attesa della prossima uscita di Behemoth e Septicflesh.

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