Mosaic - Harvest

MOSAIC – Harvest: Songs Of Autumnal Landscapes And Melancholy

Gruppo:Mosaic
Titolo:Harvest: Songs Of Autumnal Landscapes And Melancholy
Anno:2020
Provenienza:Germania
Etichetta:Eisenwald Tonschmiede
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TRACKLIST

  1. Feuerspuk & Tannenreben
  2. Dunkler Herbst
  3. Schwarze Erde
  4. Haimat
  5. Golden Sunset
  6. Autumn Winds
  7. Inkantation: O Sun King!
  8. Samhain
  9. Der Letzte Atem
  10. Olden Hair (Blood Is King Pt. I)
  11. Inkantation: O Blood King! (Blood Is King Pt. II)
  12. As The Fields Call From Graves (Blood Is King Pt. III)
  13. The Commandment
  14. Bittersweet Odour
  15. Geleit Zum Wyntar
  16. Erntweihe Und Todespech
DURATA:1:01:44

Alle spalle di Mosaic c’è Martin van Valkenstijn, all’anagrafe Martin Falkenstein, ormai un prezzemolino della scena tedesca con più progetti e partecipazioni attive di Hellhammer nei tempi d’oro. Oltre a Mosaic, il musicista della Turingia è parte degli Ysengrin, ha passato qualche anno nei Nachtmystium fino allo scioglimento di poco tempo fa, ha avuto una band black-death a nome Alchemyst e da qualche tempo suona il basso dal vivo in tutti i principali progetti di Schwadorf quali Empyrium, The Vision Bleak e Sun Of The Sleepless.

Mosaic rimane comunque il suo progetto personale, una cosa sua, e nonostante dietro questo nome da qualche anno ci sia una band completa, il motore creativo e cuore pulsante del progetto è e verosimilmente sempre sarà il buon Martin. Per questo non mi stupisce più di tanto una compilation come Harvest, che copre i primi dieci anni di attività del gruppo, e contiene quindi materiale che va dal 2005 al 2015, «le primissime registrazioni di Mosaic, originariamente pubblicate su cassetta in tirature molto limitate». Per rimpolpare poi la tracklist, ad Harvest, che rappresenta le prime nove tracce e la quindicesima, si aggiunge la versione originale di Samhain Celebration, EP del 2016 anch’esso pubblicato in tirature e versioni ostiche, tra cassette, ristampe in split limitatissimi e altre soluzioni piuttosto scomode. Fatto un po’ d’ordine tra le sorgenti del materiale di questa raccolta, alla fine ne esce una pubblicazione piuttosto sostanziosa, da tre quarti d’ora pieni, cui si aggiunge una ghost track finale da venti minuti di field recordings e lunghi silenzi.

Il concept alle spalle di Harvest, che come sottotitolo ha Songs Of Autumnal Landscapes And Melancholy, è ovviamente autunnale, e lo stesso Samhain è un’antica festa pagana che celebra la fine del raccolto e dell’estate e che pare sia all’origine di Halloween e di Ognissanti. Sulla stessa scia, la trilogia “Blood Is King” (la prima parte dell’EP Samhain Celebration) è direttamente ispirata a Children Of The Corn, cult movie dell’84 a sua volta basato su un racconto di Stephen King. Tuttavia, van Valkenstijn con Mosaic ha sempre voluto rendere omaggio alla sua terra, la Turingia, per cui tutto lo spleen autunnale e il paganesimo di partenza vengono letti in chiave folkloristica e locale. Come racconta Eisenwald nel suo comunicato, Harvest «ci guida in un viaggio attraverso i boschi coperti di bruma e le notti nebbiose, quando la luce dorata della fine dell’estate deve cedere il passo al freddo autunnale che sale dalla terra». Tutto questo mentre Valkenstijn, oltre ai suoi testi, recita versi di autori e poeti tedeschi e non solo: nei vari brani, tra citazioni dirette e interpolazioni, il tedesco mette in musica Georg Trakl, Joseph Eichendorff, Max Dauthendey, Christian Morgenstern e Scott Cunningham (quest’ultimo uno dei punti di riferimento della letteratura wicca).

Musicalmente, la compilation si sviluppa in modo organico, partendo dal neofolk più classico che contraddistingue tutta la prima parte dell’album, per poi spostarsi gradualmente verso un black metal quadrato e compatto, di matrice chiaramente teutonica (e il comunicato stampa fa riferimento diretto ai Lunar Aurora). Tutto il materiale è stato rilavorato nella primavera del 2020 per essere poi riunito in questa compilation: il risultato è inevitabilmente frammentario, vista la genesi così sconnessa della musica, eppure allo stesso tempo organico, perché Valkenstijn è riuscito a mettere ordine tra gli arpeggi di chitarra, lo spoken word, le parti black metal e tutti gli altri elementi di Harvest.

Questa compilation di Mosaic non è quindi un album neofolk, né un album black metal, né un album in senso proprio. Il suo valore tuttavia non sta tanto nella musica, quanto nelle idee espresse da Valkenstijn e nelle sue fonti di ispirazione. Harvest, con le sue foto d’archivio e citazioni poetiche, è un ottimo modo per scoprire la Turingia e il suo autunno.

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