MOSS OF MOONLIGHT – Seed

Informazioni
Gruppo: Moss Of Moonlight
Titolo: Seed
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Cascadian Alliance
Contatti: facebook.com/MossofMoonlight
Autore: Mourning

Tracklist
1. Faran
2. Existent No More
3. Together, United
4. Zen
5. Follow The Owl
6. Call Of The Mountain
7. Cascadia
8. The Grand Parcel
9. Internal Epilogue
10. The Trail Beyond The Dying Sun

DURATA: 1:05:47

Moss Of Moonlight è un monicker da ricordare, i Moss Of Moonlight sono un duo dalle capacità espressive e compositive di altissimo livello. Jenn Grunigen (voce, batteria e percussioni) e Cavan Wagner (voce, chitarra, basso, programming e strumentazione extra metal si vedano didgeridoo e violino fra i tanti) presentano al mondo musicale il loro “Seed”, album di debutto e opera prima in assoluto, un disco contenente oltre un’ora di musica particolare, dalle forme molteplici e dalle influenze molteplici.
Tre o quattro nomi su tutti sono riscontrabili nel sound di questi ragazzi e sono: Agalloch, Ulver, Moonsorrow, tenendo conto che è il lato pagan/folk a essere imponente elemento primario per lo sviluppo delle tracce.

Che appartengano alla Cascadian Scene non lo negano di certo, la label che hanno creato per loro e i Cerridwen, nella quale sono entrambi presenti in line-up, si chiama Cascadian Alliance, nome scelto sicuramente non per caso.
Le coordinate sonore e le tematiche affrontate all’interno dei brani sostengono una visione “separatista” di questa “fantomatica” terra nei confronti di un Nord America materialista e opprimente che rinnega i principi del culto pagano che attinge dalla natura per trarre benefici e crescita personale.
L’ascolto di “Seed” è liberatorio, foreste infinite, immagini di distese nelle quali correre liberi, la notte stellata e costellata da “rumori” a lei devota sono ricorrenti, quel senso di appartenenza e legame che avvicina l’umano al “divino” inteso come “Madre Natura” è percettibile in ogni singola canzone, in ogni singolo istante, non vi è però quel tentativo d’apparire magniloquenti e pomposi come si potrebbe pensare.
Il gancio che unisce i due artisti alla musa ispiratrice è differente per ogni brano, passando da briosità malinconiche a fasi riflessive e intime nelle quali è il nero del manto celeste in attesa che si accendano in esso le “spie” luminose che lo contraddistinguono a ritagliarsi uno spazio prominente.
Altre volte si vaga girando come piacevolmente tramortiti dal richiamo delle solenni catene montuose, fantastico in tal senso è il piglio di “Call Of The Mountain”, anteceduta da “Follow The Owl” che par invocare la danza delle ombre, una festa che si svolge in notturna, in parte ricorda quegli anni Novanta che diedero vita a “Bergtatt”, ascoltandola troverete un filo conduttore che unisce il pezzo a quello splendido lavoro di Garm e soci. “Seed” è un album che utilizza nel migliore dei modi il concetto di “primordiale”, “Cascadia” è perfetta nell’identificarsi in tale termine, il suono è cupo e la semplicità con la quale i sei minuti della canzone sviscerano il suo animo contrastante fatto di sentimenti negativi con il cantato pulito corrotto dagli interventi in growl è piacevolissimo, così com’è altrettanto gradevole e intenso il passaggio conclusivo che espone in maniera palese una voglia d’intervento epico in “The Trail Beyond The Dying Sun”.
Jenn e Cavan se la cavano egregiamente nell’esposizione strumentale, le melodie, le intrusioni della solistica in più di un’occasione aderente a suoni heavy classici, l’utilizzo fatto delle linee vocali sia in clean che in growl spesso combinate da parte di entrambi e la cura dei dettagli nel momento in cui ci si è affidati a elementi extra metal, sono praticamente perfetti, sommiamo una produzione degna a rappresentarli e il gioco è fatto.
I Moss Of Moonlight partono con il piede giusto, “Seed” è un platter che va ben oltre le più rosee aspettative, in alcuni frangenti pare far affiorare una componente “hippie” intrigante che si fonde con l’aura folkloristica fornendo altro materiale d’interesse, è un acquisto che gli amanti della Cascadian Scene devono assolutamente avere nella propria collezione.

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