MOTHER MISERY – Standing Alone | Aristocrazia Webzine

MOTHER MISERY – Standing Alone

 
Gruppo: Mother Misery
Titolo: Standing Alone
Anno: 2010
Provenienza: Svezia
Etichetta: Transubstans Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Soundcloud  Youtube  Last.fm

 
TRACKLIST

  1. Dirty Little Secrets
  2. In Monochrome
  3. Dying Heroes
  4. Standing Alone
  5. This Is What I Am
  6. Fade Away
  7. Inside The Hive
  8. Eyes Of The Moth
  9. To Hell
  10. War Inside
  11. State Of Grace
DURATA: 41:23
 

La creatura Mother Misery nasce nel 2004, sono passati sei anni da allora e sono stati rilasciati due album e un ep che l'hanno consacrata come astro nascente del rock-metal. Le influenze stoner sono andate ammorbidendosi, lasciando spazio nel terzo capitolo da poco rilasciato, intitolato "Standing Alone", a una salutare dose di divertimento altamente fruibile e melodicamente più affine a una proposta di stampo commerciale, tuttavia non per questo cede il passo per quanto riguarda la qualità delle canzoni.

È un album veloce, scatenato e che evita di prendersi forzatamente sul serio, ricordando come attitudine e non sicuramente come stile l'entusiasmo con cui gli Hellacopters mi hanno sempre coinvolto e reso piacevoli le giornate in compagnia della loro musica. La versione odierna della formazione guidata dal cantante-chitarrista e compositore John Hermansen è più simile a un incrocio fra Mustach e Audioslave, in cui pesa positivamente la prestazione vocale che più di una volta richiama — seppur alla lontana — l'operato di Chris Cornell.

Il singolo che girava come anticipazione dell'uscita intitolato "Fade Away" è quanto di più radiofonico e semplicemente accattivante potessero offrire, ottimo come pubblicità e pezzo che si è rivelato indovinato nel destare la curiosità del sottoscritto. Non è il migliore degli episodi inseriti in scaletta, vi sono ad esempio il più pestato e combattivo "In Monochrome" e "Dying Heroes" che insieme a "Dirty Little Secrets" danno il via a "Standing Alone", tenendo ben alti e costanti i giri del motore, che per gusto personale mi hanno colpito maggiormente. La sua posizione in zona centrale è però ben calibrata in un lavoro equilibrato anche dal punto di vista della ripartizione del sound fra impatto, groove e alternative sonore.

Per avere una variazione del tema del trio d'apertura bisogna attendere la traccia che dà il titolo al disco, la quale insieme a "Inside The Hive" indirizza lo sguardo verso lidi nei quali il groove di matrice rock diviene più classico, ma i Mother Misery non si limitano solo a questo. Si possono infatti apprezzare le movenze in stile Alter Bridge di "This Is What I Am", la spiccatamente heavy "Eyes Of The Moth" e come giusto che fosse il momento dedicato al brano lento e incline al pathos, ci pensa quindi la ballata acustica "State Of Grace" a fornire la riprova che il gruppo sa come arrivare all'ascoltatore anche scarnificato e privo della ruggente e indiavolata anima delle sei corde elettrizzate; inoltre aver adornato quest'ultimo brano con una sezione di archi ha giovato per infondere quel pizzico di classe in più che non guasta.

Prodotto egregiamente da Pelle Saether negli Studio Underground, il lavoro è una bella prova diretta e genuina, priva di sovrastrutture che si sviluppa in un in your face scapocciante, i suoi ritornelli vi faranno canticchiare e la voce di John — impeccabile e sempre sul pezzo — è l'arma in più nell'arsenale di una band ormai matura e cosciente dei propri mezzi.

Il 2010 è l'anno della consacrazione per questi Svedesi, volevano fosse così e il risultato ottenuto con questa nuova uscita ne conferma la bontà. Non posso quindi che consigliarvi di ascoltare "Standing Alone" a volume sparato!