MUD – From The Bottom

MUD – From The Bottom

 
Gruppo: MuD
Titolo:  From The Bottom
Anno: 2014
Provenienza:   Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Destroy This Fucking Place
  2. Another Revenge
  3. No Social Life
  4. Insiders
  5. What I See Fucks [con MarcoNarco dei Sikspak]
  6. M.B.M.
  7. Declarations [con Fango dei Vibratacore]
  8. Liar
  9. La Raje Crew
  10. Do It Yourself
DURATA: 28:30
 

Nuovo album per la compagine hardcore abruzzese dei MuD (già incrociata al tempo di "Violence Against Violence"), che sembra proseguire il percorso fatto di mazzate a profusione e accelerazioni devastanti intrapreso con il precedente disco.

L'impostazione data a questa nuovo "From The Bottom" altro non fa che inspessire e rendere ancor più cattiva, pesante e veloce la proposta e vi riesce ingranando una marcia thrash aggiuntiva all'operato delle chitarre di Garçon e di Frankie (ex Violent Minority), aumentando i giri al motore dell'accoppiata basso-batteria composta da Ilaria e Sapo (anch'egli ex Violent Minority) e grazie ad AldoHC che sa cosa voglia dire impossessarsi del pezzo da dietro il microfono.

La scaletta è compatta e minacciosa sin dalle battute d'apertura, nelle quali ci viene scagliata contro la doppietta formata da "Destroy This Fucking Palace" e "Another Revenge". Il disco non fa prigionieri, colpendo con ondate di groove in "M.B.M." e "La Raje Crew" e assalti frontali devastanti. Ottime in tal senso le collaborazioni: in "What I See Fucks" presenzia vocalmente MarcoNarco dei Sikspak (su Youtube potete trovare l'esibizione live al K-28 di Tortoreto Lido); mentre in "Declarations" lascia lo zampino Fango, chitarrista-cantante dei fratelli di "crew" Vibratacore.

Questi MuD sono più maturi e incazzati, si sono maggiormente estremizzati e non a caso ascoltando le tracce di "From The Bottom" si possono incrociare vibrazioni che rimandano agli europeissimi Napalm Death, artisti che vanno ad aggiungersi alla già folta schiera di realtà delle quali pare si siano nutriti. Meno palese è però quella sensazione di déjà vu che veniva a galla in "Violence Against Violence": i Nostri stavolta sono riusciti nel far trapelare ogni goccia di sudore e passione riversati nei pezzi, risultando ancor più coinvolgenti. Sono perfetti per scatenare il mosh e se questo è ciò che cercate non vi resta che inserirli nello stereo… e che la "danza" abbia inizio!

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