MUHMOOD EGO EX NIHIL – Fictive Planets

Informazioni
Gruppo: Muhmood & Ego Ex Nihil
Anno: 2010
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: www.myspace.com/muhmood – www.myspace.com/ego_ex_nihil
Autore: Mourning

Tracklist
1. Lunar Knots
2. Admetos
3. Achromatic
4. Deserted Mass
5. Lilith Amorpho
6. Surya
7. Kronos & Apollo
8. Priapus
9. Hades

DURATA: 1:14:17

Lo spazio infinito è un posto che come primo pensiero oltre all’immensità che lo contraddistingue evoca una sensazione di solitudine sconfinata, cos’è un uomo all’interno di una così vasta area se non un puntino privo di qualsiasi facoltà che lo possa far spiccare?
La Solitude Productions ha rilasciato il primo agosto lo split “Fictive Planets” che vede due realtà connazionali erigere con il loro dark ambient di base, costellato da influenze post e richiami al doom/drone più etereo, una stanza dove vi è un pavimento sonoro ma non ci è data possibilità di scorgerne le mura portanti né il tetto.
Sono le note fornite dai Muhmood e dagli Ego Ex Nihil l’unico appiglio in un viaggio privo di punti d’appoggio in cui il pensiero avrà ampia e totale libertà di girovagare pari a un ramingo.
Una delle doti positive del disco è il saper attuare cambi in corsa nella rappresentazione musicale messa in atto dai due artisti, il flusso dark ambient può esser bruscamente interrotto da fraseggi tendenti al post o sovraccaricando di tensione le atmosfere con le dinamiche più accentuate delle fasi più doomiche. In Altrettandi casi sfruttano alternative che infondano alle tracce peculiarità facilmente assimilabili come l’uso di passaggi estremamente puliti in “Admetos” e la vena post rock percettibile nell’acustico approccio di una “Surya”.
“Desert Mass”, con il suo dilatato e dispersivo assecondare un uso melodico estraniante, fissa l’immagine consona a ciò che il duo artistico vuole figurare, un vuoto che si espande, che inghiotte senza lasciare traccia riducendo il tutto a una forma di alienazione universale da cui scappare è impresa ardua.
Seppur Muhmood & Ego Ex Nihil abbiano avuto la capacità di rendere “Fictive Planets” un lavoro dall’indiscutibile fruibilità, non è di sicuro adatto a chiunque, vi è bisogno d’andare ben oltre i suoni e collegare animo e musica convogliandoli in univoca direzione.
Magari nel buio della vostra stanza isolando con l’uso delle cuffie i rumori esterni che possono interferire in una ricerca di concentrazione mirata esclusivamente alle canzoni potreste agevolare il passo per intraprendere questo viaggio.
Settantaquattro minuti che gli amanti del dark ambient in genere non dovrebbero farsi scappare, non mancano le idee né una maturità artistica che può ancora crescere così come cresce con gli ascolti il valore di questo “Fictive Planets”, interessante a dir poco.

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