MULM – The End Of Greatness

Informazioni
Gruppo: Mulm
Titolo: The End Of Greatness
Anno: 2012
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Cyclic Law
Contatti: facebook.com/pages/Mulm/208002925896289
Autore: Mourning

Tracklist
1. Mørke
2. Night Water Reflection
3. Away
4. Hope
5. Leave Unseen
6. The End Of Greatness

DURATA: 48:45

Devo iniziare a scrivere questo testo utilizzando toni polemici, le nostre Poste riescono in missioni impossibili e misteriose come farmi giungere le copie di Mulm e Taphephobia con il pacchetto aperto e il primo con la cover danneggiata.
Si vede che qualche pirla, e sottolineo pirla, ha pensato ci fosse qualcosa di suo gradimento e poi se n’è pentito, meglio così, tuttavia un vaffanculo sincero va al signore in questione, non lo leggerà ma è giusto indirizzarglielo e come si usa dire: i prossimi stipendi tutti in medicine devono finire… e ora via con la musica.
“The End Of Greatness” dei Mulm è un album che raccoglie in sè la genialità di più artisti scandinavi noti a coloro che amano la dark-ambient e filoni affini, parlo di Taphephobia, Northaunt e Avsky che collaborando hanno dato vita a una prova minimale, gelida e infinitamente suggestiva. Al contrario di quanto però si possa pensare, la componente “dark”, e quindi l’oscurità che solitamente avvolge questo tipo di release, è sostituita da una decadenza in espansione ma che si mantiene su un monocromatico grigio.
Sembra che la natura non voglia né vivere né morire rinchiudendosi in un limbo che non permette azione, pietrifica riducendo l’evolversi della musica, caratterizzata da fluidi, eterei e glaciali soundscape che le spazzate di vento e i suoni al limite col “drone” depressivo incanalano in una composizione che si snoda al pari di una traccia unica. Tale fotografia cristallizzata nel tempo viene di pari passo accompagnata dallo sguardo di chi ha curato la parte grafica del lavoro, il booklet ritrae immagini incastonate, immobili e definitive, non vi è speranza di un possibile mutamento o di un’ulteriore degradazione, la linea d’avanzamento è piatta e rifiuta il valore negativo.
Che sia un sonno improvviso e duraturo? Magari non perenne però depuratore, a favore di un Terra ormai devastata da un’umanità corrotta e irrispettosa, il vento unica forma attiva, solenne nel suo segnare il passaggio quasi con toni epici, potrebbe essere interpretato come lo spazzino dedito a ripulire l’area prima di un possibile e non sicuro cambio di stato emotivo, perché anche nel grigiore imperante di “The End Of Greatness”, proprio nella titletrack, si percepiscono avvisaglie di ripresa, non istantanee ma che potrebbero avere un peso nel corso di un’età a venire. Ipnotico, rilassante quanto destabilizzante, il lavoro dei Mulm è estremo, annulla qualsiasi calore emesso, sia esso di natura emotiva o meno, lasciando che sia l’algido clima del nord a regnare.
Se questo è ciò che amate, volete o desiderate ascoltare inserendo nel lettore un album del genere, “The End Of Greatness” fa sicuramente per voi, dovreste comprarlo sperando di trovarne ancora una copia dato che la tiratura è stata limitata a sole cinquecento unità.

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