MUSSORGSKI – Chaos And Paranormal Divinity

 
Gruppo: Mussorgski
Titolo:  Chaos And Paranormal Divinity
Anno: 2011
Provenienza: Polonia
Etichetta: Eastside
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Industrial Technology Of Ancient Ones – Opening
  2. To Wisdom Coming From The Abyss – v.2010
  3. 7th Son's Blues Kill – J.Ch.'s Station
  4. Born To Die For X – Question Of Nonentity
  5. God – The Unusual Story
  6. Paranormal Divinity – Chaos Inside
  7. Big Communal Machine – New World Order
  8. Paranormal Divinity – Chaos Outside
DURATA: 46:03
 

Per chi non lo sapesse, Mussorgski è un progetto polacco formato attualmente da Khorzon e Witchlord (entrambi passati tra le file dei più noti Arkona), i quali hanno partorito quest'anno il secondo full sotto questo monicker. A quanto sembra il gruppo è attivo dal 1990 e il primo album, "In Harmony With The Universe", risale al 1995, ma, per cause sconosciute, il progetto ebbe termine nello stesso anno. La bellezza di quattordici anni dopo avviene la reunion che porterà alla nascita di questo "Chaos And Paranormal Divinity". Andiamo con ordine: la proposta è di quelle che ricalcano stilemi accostabili alle evoluzioni/contaminazioni che il Black Metal ha subito negli anni addietro, ovvero l'inumano cinismo dell'elettronica e l'intimità dell'Ambient.

Il disco prende il via con "Industrial Technology Of Ancient Ones – Opening" nella quale si affacciano suoni siderali e sintetici, sicuramente stranianti, che si trasformano poi in un incedere maestoso e quasi rituale che potrebbe ricordare, in certe movenze e atmosfere, il percorso musicale intrapreso dagli elvetici Darkspace, seppur inondato di maggiori dosi di Black Metal classico. Vi sono poi episodi come "To Wisdom Coming From The Abyss – v.2010" e "God – The Unusual Story" che mi hanno portato alla mente alcune soluzioni Xasthur (in particolare dell'era "Subliminal Genocide") immerse in un preparato omogeneo composto da Thorns, Dødheimsgard e Emperor. Di pane ce n'è davvero per le dentiere di tutti però, in quanto pezzi come "7th Son's Blues Kill – J.Ch.'s Station" e "Big Communal Machine – New World Order" sono invece maggiormente accostabili a una visione più simile ai connazionali Iperyt, seppure modellata in maniera meno distruttice e più ragionata; ammirevoli oltretutto l'importanza e lo spazio lasciati al basso, comunque non soltanto nei due brani citati. Il punto forte del disco è però forse rappresentato da momenti quali "Born To Die For X – Question Of Nonentity", "Paranormal Divinity – Chaos Inside" e "Paranormal Divinity – Chaos Outside", composizioni molto profonde e mentalmente devianti, arricchite da un costante crescendo in cui è l'Ambient (unito a una lieve spolverata Profanum) a costituire l'intelaiatura principale e in cui gli arrangiamenti creano scompiglio e disorientamento nel cervello dell'ascoltatore, il tutto amalgamato ad una forma di angosciante oblio che avvolge subdolamente tutto ciò che incontra.

Tante parole sono però probabilmente superflue allo scopo di questo testo: infatti basterebbe forse dire che il risultato finale risulta pieno, corposo e penetrante e che le costruzioni atmosferiche sono permeanti e si reggono magnificamente grazie a una sensazione di pathos costante. Non credo sia necessario aggiungere molto altro. "Chaos And Paranormal Divinity" è un ottimo disco (forse la definizione "capolavoro" non sarebbe nemmeno così distante dalla realtà), pieno di elementi solidi e che molto probabilmente piacerà a chiunque ami (come il sottoscritto) questo tipo di proposte. Non fatevelo ripetere ancora dunque: andate e gustatevi questa perla!

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