MUSTAN KUUN LAPSET – Saatto | Aristocrazia Webzine

MUSTAN KUUN LAPSET – Saatto

 
Gruppo: Mustan Kuun Lapset
Titolo: Saatto
Anno: 2017
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Inverse Records
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TRACKLIST

  1. Ja Toinen Yötä Rakastaa
  2. Peikonmieli
  3. Kuolemanvirta
  4. Amor Vincit Omnia
  5. Cilice
  6. Sudenilma
  7. Valkoinen Satama – Haaksi
  8. Valkoinen Satama – Tyven
  9. Saatto
DURATA: 48:06
 

Nei più di venti anni della loro carriera i Mustan Kuun Lapset sono stati attivi in maniera praticamente costante, contribuendo alla scena musicale finnica con album, singoli, ep e split. Erano tuttavia dieci anni che non si vedeva un'opera sulla lunga distanza (l'ultima è stata pubblicata proprio nel 2007, "Viimeinen Laulu Kuolemasta") e ora l'attesa è terminata: il 27 gennaio 2017 è arrivato nei negozi di dischi e sulle piattaforme digitali il nuovissimo "Saatto". Lo stile del gruppo ha avuto modo, negli anni, di assestarsi su un dark metal con grosse intenzioni malinconicamente doom e quest'ultimo arrivato in casa Inverse Records non fa eccezione.

L'intro "Ja Toinen Yötä Rakastaa" ci regala tastiere e cori eterei che qui restano confinati: la musica infatti cambia improvvisamente con "Peikonmieli" e l'entrata in scena delle chitarre elettriche, mentre per la voce ― sporca e in alcuni tratti accompagnata da un vero e proprio cantato ― dovremo attendere un po' più a lungo. Si tratta, in generale, di un brano principalmente strumentale.

Il terzo pezzo "Kuolemanvirta" suonerà familiare a chi ha già ascoltato l'ep omonimo, pubblicato lo scorso anno; da un titolo come "Amor Vincit Omnia" mi sarei aspettata tinte dolci e cariche di atmosfera e in effetti è ciò che troviamo nelle prime manciate di secondi, mentre la composizione in sé è dura, energica e permeata di quel sapore un po' rétro che accompagna l'intero "Saatto". Chitarre acustiche e strumenti a fiato in "Cilice", strumenti e suoni generalmente più pesanti in "Sudenilma", fino ad arrivare a due facce della stessa medaglia con "Valoinen Satama – Haaksi" e "Valoinen Satama – Tyven": oscura e carica di parti vocali gravi e roche, la prima; dolcemente acustica, malinconica e a sorpresa cantata da una voce femminile, la seconda. Il brano finale "Saatto", oltre a prendere (o forse dare?) il nome all'intero disco, è una sintesi di quanto precedentemente ascoltato, una fusione di melodia ― anche vocale, visto che Pete Lehtinen qui predilige un cantato più classico ― e distorsione, triste e inesorabile lentezza e ritmata velocità in qualche modo tipiche anche del melodic death, in particolar modo di quello finlandese nello specifico.

Da "Saatto" sappiamo bene cosa aspettarci, anche se non sappiamo esattamente quando. Fin dalle prime tracce del disco è ben chiaro il genere a cui stiamo andando incontro, così come lo sono le atmosfere che lo contornano, ma durante l'ascolto succede spesso di attendersi il lato più melodico e ottenere invece quello più pesante, e viceversa. Ciò contribuisce a rendere interessante questa fatica dei Mustan Kuun Lapset che, pur non dicendo nulla di nuovo né originale all'interno del panorama musicale affine, si pone come ascolto gradevolissimo e a modo suo ricco di colpi di scena.