MUTANT SUPREMACY – Infinite Suffering

MUTANT SUPREMACY – Infinite Suffering

Informazioni
Gruppo: Mutant Supremacy
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/mutantsupremacybrooklyn
Autore: Mourning

Tracklist
1. Flash Point
2. Sic Semper Tyrannis
3. Morbid Dismemberment
4. Extinction
5. Epitaph
6. Lady Forlorn
7. Vermin
8. Soaked In Hell

DURATA: 30:52

MUTANT SUPREMACY - Infinite Suffering Vengono da New York e sono portatori di violenza di matrice old school i Mutant Supremacy, formazione che vede al proprio interno membri dei trasher Attake.
La band sa come muoversi e le varie esperienze live che l’hanno vista affiancare act del calibro di: Decesead, Misery Index, Whiplash e Cattle Decapitation ha dato loro la possibilità di affinarsi, cosa che si nota nelle composizioni che nel complesso scorrono via piacevolmente senza intoppi di particolare rilevanza.
L’ispirazione è quella blasfema che rimanda subito alla mente le atmosfere malsane create in passato da Morbid Angel e dai primi Deicide, la volitività indiavolata si può ricollegare alla scena svedese di quei primi Entombed che con la doppietta storica “Left Hand Path” e “Clandestine” infiammarono e infiammano tutt’ora il cuore degli amanti dello stile.
Trenta minuti sì carichi di deja vù e citazionismo se volete ma al tempo stesso sviluppati con una naturalezza che li rende coinvolgenti, prendete ad esempio una “Sic Semper Tyrannis” dove Trey e soci sono i maestri guida al timone nelle influenze, si svolge fra un assalto battente, l’assolo che si ritaglia il proprio spazio con il giusto piglio in attesa che le tracce a seguire continuino a massacrare l’anima del malcapitato che gli vien sotto.
“Morbid Dismemberment”, scelta per entrare a far parte della colonna sonora del videogioco della Namco “Splatterhouse”, è arrembante e carica di groove, sa come farsi sentire colpendo a più riprese, è un disco che non fa prigionieri “Infinite Suffering” e la breve durata (appena trenta minuti e poco più) ne fa una mazzata di quelle da assorbire tutta in unica razione.
Così attraversando la tracklist e incontrando una “Epitaph” alquanto spezzacollo non ci possiamo negare che sia un revival completo di ciò che i primi anni Novanta ci hanno offerto, c’è brutalità, c’è blasfemia, non manca l’attitudine nel creare atmosfera adatta a ricordare quegli anni il che fa di brani quali “Lady Forlorn” e “Soaked In Hell” con la loro validità una sorta di scolastico primo amore rivissuto.
Passato sotto le sapienti mani di Joe Cincotta, già collaboratore in passato di gente come Suffocation e Internal Bleeding, anche dal punto di vista del sound il platter può dir la propria con una produzione buona ma non iperpompata che ne garantisce una resa consona.
“Infinite Suffering” si candida a conquistare un posto all’interno delle collezioni degli appassionati del death metal.
Se quest’anno siete riusciti a farvi piacere l’ultimo Aeon dove i bravi ragazzi svedesi si riducono a far la cover band, beh non avrete difficoltà a godervi i Mutant Supremacy che in quanto a grinta me li ricordano ai tempi di “Bleeding The False”.
La strada imboccata è quella giusta, teneteli d’occhio questi picchiano come si deve.

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