MY BLOODY VALENTINE – MBV

Informazioni
Gruppo: My Bloody Valentine
Titolo: MBV
Anno: 2013
Provenienza: Irlanda
Etichetta: Pickpocket
Contatti: mybloodyvalentine.org/
Autore: Insanity

Tracklist
1. She Found Now
2. Only Tomorrow
3. Who Sees You
4. Is This and Yes
5. If I Am
6. New You
7. In Another Way
8. Nothing Is
9. Wonder 2

DURATA: 46:37

Quando una band storica ritorna in scena dopo oltre venti anni di silenzio si ha sempre quella sensazione a metà tra la speranza di poter ascoltare un nuovo capolavoro e la paura di rimanere tremendamente delusi. A maggior ragione se a pochi minuti dalla pubblicazione il sito ufficiale diventa irraggiungibile a causa del numero eccessivo di connessioni. Il comeback dei My Bloody Valentine, padri di ciò che oggi chiamiamo Shoegaze, è senza dubbio un evento di non indifferente importanza: “Isn’t Anything” e “Loveless” sono due lavori che hanno segnato la storia della musica con quel sound nuovo, etereo e allo stesso tempo distorto.
Inutile dire che dopo poche ore dall’uscita il web era già saturo di opinioni di ogni tipo, come al solito l’eccessivo hype fa sì che da un lato ci sia chi eleva l’album a qualcosa di sovrannaturale e dall’altro chi arriva quasi a snobbarlo dando ad esso un solo, misero ascolto distratto. Ho imparato che in questi casi molto spesso la verità sta nel mezzo, ma ogni caso va valutato a prescindere dagli altri: cercherò quindi di analizzare l’album senza farci influenzare dai critici improvvisati.
Partiamo dalle aspettative: è passato molto tempo dall’uscita di “Loveless” e i componenti della band nel frattempo hanno fatto parte di altre realtà tra cui Primal Scream e Snowpony; un’ipotetica rivoluzione totale della musica sarebbe stata insensata e sicuramente pericolosa, è anche vero che una fotocopia di “Loveless” (qualcuno ha definito con parole simili questo lavoro) non avrebbe avuto molto senso dopo tutto questo tempo.
Ciò che i nostri ci propongono è qualcosa di fortemente simile al sound che li rese celebri un paio di decenni fa, troviamo ancora i numerosi strati di chitarra, il basso di Debbie Googe che non ne vuole sapere di rimanere in sottofondo, le voci sognanti di Shields e di Bilinda Butcher, l’uso abbondante del riverbero, c’è tutto insomma; alcuni brani suonano come se fossero stati effettivamente scritti e registrati a pochi mesi dai precedenti lavori, l’accoppiata iniziale di “She Found Now” e “Only Tomorrow” crea qualche dejà-vu, si sente benissimo l’impronta caratteristica dei My Bloody Valentine di due decadi fa. Non tutto il lavoro segue però questa linea, “Who Sees You” si rivela molto vicina a certo Post-Rock e “New You” è molto leggera e gradevole, vagamente Pop; ci sono poi esperimenti curiosi quali le ritmiche Jungle dell’assordante “Wonder 2” e l'(ab)uso dell’effettistica sulle chitarre in “If I Am”, brano molto dolce grazie anche alla voce della Butcher. Un disco quindi relativamente vario e non proprio semplice, specialmente quando si arriva a tracce come “In Another Way” che con il suo pattern di batteria ripetuto senza sosta per cinque minuti e mezzo rischia di diventare pesante, ed è un peccato poichè l’intreccio di tastiere e chitarre è davvero interessante; la scelta di posizionare subito dopo l’ossessiva “Nothing Is”, anch’essa con una sezione ritmica ripetitiva e martellante, non risulta proprio gradevole e a dirla tutta è proprio il brano in sè che da l’impressione di non avere un senso. Le composizioni sono buone, in generale si lasciano ascoltare senza problemi salvo qualche episodio, come quello appena citato, o alcune lungaggini che si sarebbero potute evitare (il finale di “Only Tomorrow” ad esempio, godibile ma ridondante). Certo, non è quel capolavoro in cui molti speravano, ma ha sicuramente momenti sopra la media.
La realtà è che “MBV” mi da l’impressione di essere uno di quei lavori che fa notizia più per il nome di chi l’ha prodotto che per l’effettiva importanza; ciò non deve però sminuirne il valore, probabilmente se fosse stato realizzato da una band sconosciuta avrebbe comunque riscosso non pochi consensi.
Le aspettative purtroppo giocano molto, sia in positivo che in negativo; non vi resta quindi che dare un ascolto con le vostre orecchie all’album, non fermatevi al primo tentativo, ma approfondite più e più volte, anche a distanza di qualche giorno. C’è chi è arrivato a dire che è un album che nessuno di noi può realmente comprendere, personalmente ritengo che sia un lavoro da affrontare come tanti altri e sopprimendo i pregiudizi.

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