MY FUNERAL – Carnal Obduction

 
Gruppo: My Funeral
Titolo:  Carnal Obduction
Anno: 2010
Provenienza:  Italia
Etichetta: Violent Journey Records
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TRACKLIST

  1. Horn Crowned King
  2. Death's Attraction
  3. Legions
  4. God Overdose
  5. Servant Of Grave
  6. Call Of War
  7. One-Night Kill
  8. Age Of Violence
  9. Zodiac Inversion
  10. Tortured To Death
DURATA: 34:39
 

Esistono dischi che non ti cambiano la vita ciò nonostante, se chiamati in causa, svolgono il loro onesto lavoro dandoti quella giusta carica necessaria a farti passare in propria compagnia dei momenti scapoccianti. Sono quelli che si possono definire operai, spesso derivativi, ma ben fatti, che coincidono per lo più con debutti e prestazioni di gruppi che stanno muovendo i primi passi importanti all'interno della scena.

I My Funeral mi hanno trasmesso questa sensazione. La band dopo un paio di demo e un ep datato 2009 intitolato "Death", è nel 2010 che rilascia il disco "Carnal Obduction", trentaquattro minuti di death-thrash che in alcuni frangenti mostra connotazioni slayeriane e che si presenta come una prova standard capace di affondare i colpi esclusivamente in sparute occasioni.

Si viaggia frequentemente su ritmiche mid-tempo, il riffing thrash è calibrato a dovere ma, ad eccezione della parte centrale dell'opener "Horn Crowned King" che fornisce un minimo di cambio al tema predominante e già sentito e una "Legions" dal piglio maggiormente fruibile, le composizioni sono fin troppo radicate in comparti chiusi e tendenti a riproporre stilemi che sul momento piazzano quelle bordate adatte a farti felice, tuttavia non offrendo quella motivazione che le faccia rigirare due volte di seguito nello stereo.

Certo è che "Death's Attraction", "Call Of War", "One Night Kill" e "Tortured Death", le tracce rimanenti sono comunque sullo stesso livello o quasi, se piazzate a un volume elevato e accompagnate dalla dovuta e salutare dose alcolica non tradiscono le attese, fanno divertire e danno la possibilità di lasciarsi andare in headbanging.

Le basi su cui porre una crescita nel tempo sono state approntate, quello che serve realmente ai My Funeral è il mettere da parte la lezione dei maestri e tentare il più possibile di trovare una propria identità, anche parziale, per uscire dall'anonimato di un suono ormai incollato a sin troppi album.

Sono buone sia la prestazione cruda e presente sul pezzo del cantante Ilkka Sepponen, sia la qualità della produzione che permette un ascolto chiaro e ben intellegibile di tutto il corpo strumentale.

"Carnal Obduction" è un dischetto che se vi capitasse fra le mani riuscirebbe almeno a smuovervi, non è da priorità in lista acquisti però, come detto nelle righe iniziali, lavori di questo tipo riescono a svolgere il proprio compitino alla lettera e quando si desidera unicamente una bella sveglia potrebbe farvi piacere inserirlo nello stereo. Per acquisire maturità c'è tempo, ma auguro ai My Funeral già con il prossimo atto discografico di oltrepassare il limite imposto dala classica, seppur non cattiva, minestra riscaldata.

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