My Silent Wake - Damnum Per Saeculorum

MY SILENT WAKE – Damnum Per Saeculorum

Gruppo:My Silent Wake
Titolo:Damnum Per Saeculorum
Anno:2020
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Opa Loka Records
Contatti:Sito web  Facebook  Twitter  Youtube  Bandcamp  Instagram  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

    Vetustas

  1. An Affectionate Remembrance
  2. Warhawks
  3. Diadem
  4. Bacchanal
  5. Recordatio

  6. Arfryn
  7. All Our Fears Are Over
  8. Fertile Ground Pt. 1
  9. Of Loss And Regret
  10. Praesens

  11. Fall In The Sea
  12. To Feel The Caress Of Long-Dead Lovers
  13. Triple Life
  14. The Rhyme Of Winters’ Children
  15. In Posterum

  16. Monocrome
  17. The Mourning Earth
  18. Berceuse
DURATA:01:06:11

Qualcuno ricorderà i My Silent Wake come una band molto attiva nel sottobosco death-doom metal del Regno Unito tra anni ’00 e ’10, ma come abbiamo visto anche su Aristocrazia da qualche anno il progetto del polistrumetista Ian Arkley ha incorporato con sempre più frequenza elementi e stili molto particolari. Se Invitation To Imperfection del 2017 era un esperimento pieno di essenze, suoni e sensazioni provenienti dai mondi musicali più disparati, e il successivo There Was Death una rivisitazione delle radici doom della band, con Damnum Per Saeculorum i My Silent Wake aggiungono ancora un altro tassello all’intricato mosaico della loro evoluzione.

Dopo la parentesi con Minotauro Records, la band torna infatti a collaborare con Opa Loka Records, piccola etichetta tedesca specializzata in suoni sperimentali, ambient, psichedelia e quant’altro (che proprio quest’anno ha pubblicato anche il disco solista di Arkley). Damnum Per Saeculorum è molto curato anche per quanto riguarda la veste grafica, con l’artwork opera del chitarrista (e tuttofare) David MacLean, in cui il vortice nero sul retro del libretto si mescola con i capelli della donna stesa che appare aprendo il foglio per intero.

Con il brano d’apertura “An Affectionate Remembrance”, il pianista Simon Bibby ci accoglie in territori oscuri e dal sapore gothic; questo brano è anche l’occasione di ricordare che l’album è stato dedicato alla memoria della madre del batterista Gareth Arlett, scomparsa lo scorso anno. Arriva così il momento di “Warhawks”, pezzo di stampo medievale in cui le voci dei My Silent Wake si intrecciano in diversi stili per tracciare la comune esperienza di guerrafondai che arrivano, distruggono, ascendono, per poi cadere nell’oblio. Le sonorità di ispirazione medievale caratterizzano tutta la prima parte intitolata Vetustas (che include i brani fino ad “Arfryn”), ma non per questo le altre anime della band risultano assenti. Suoni elettronici e strumenti delle più varie tradizioni si inseriscono comunque in maniera assolutamente organica anche qui.

La seconda parte Recordatio viene inaugurata dall’inquietante “All Our Fears Are Over” — decisamente la canzone più vicina ai trascorsi doom del progetto — che vi farà fare qualche brutto sogno in più. La ricca varietà all’interno di un riconoscibile ombrello di sensazioni e immagini è il punto forte di Damnum Per Saeculorum, l’opera solidissima di un gruppo che qui mette insieme tutti gli esperimenti delle sue ultime fasi con grande consapevolezza e qualità. Interazioni tra più voci (“Fall In The Sea”, ma è un elemento presente in tanti brani), sezioni vicine al dark ambient (“Triple Life”), sample parlati (“Of Loss And Regret”), atmosfere gothic rock (“To Feel The Caress Of Long-Dead Lovers”), c’è veramente tutto ciò che un amante della musica oscura e non necessariamente pesante può volere da un disco, incluso un bel momento alla Virgin Black nella conclusiva “Berceuse”.

Le quattro sezioni di Damnum Per Saeculorum potranno tenervi compagnia molto a lungo, svelando nuove sorprese a ogni ascolto (come addirittura il tremolo picking da post-rock nell’epica “The Rhyme Of Winters’ Children”). Il percorso musicale di Ian Arkley e dei My Silent Wake ha raggiunto una nuova fase di maturità in un anno particolarmente ricco per le sonorità legate al dark folk e a tutto ciò che vi gira intorno, ed è probabile che Damnum Per Saeculorum farà felici (anche se forse non è l’aggettivo adatto) parecchie persone. Se vi state chiedendo come potrebbe suonare un incontro tra primi Antimatter, Ataraxia, Anathema di metà anni ’90 in un bosco di notte, qui troverete una possibile risposta.

Facebook Comments