MY TIN APPLE – The Crow’s Lullaby

MY TIN APPLE – The Crow’s Lullaby

Informazioni
Gruppo: My Tin Apple
Titolo: The Crow’s Lullaby
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Fuel Records
Contatti: facebook.com/pages/MY-TIN-APPLE/192885977450270
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Crow’s Lullaby
2. Here
3. Snow White
4. I Have Seen A Lie
5. The Flight Of Chameleon
6. Drama
7. Different Places
8. Pixel
9. Dalì
10. Alice
11. Sequoia
12. Missing
13. A Place To Go

DURATA: 43:14

Il mondo delle fiabe è affascinante, quello di “burtoniana” memoria per certi versi lo è anche di più, in quanto riesce a far trapelare il lato più malinconico, grigio e alle volte nero che viene celato solitamente al bambino in tenera età, consegnandoci il racconto in versione adulta e più cruda. È proprio con quest’ultima versione che sembra abbiano trovato il modo di connettersi i nostrani My Tin Apple. La formazione toscana ha stravolto il suo essere: nata sul finire degli anni Novanta con il nome di Overfaith suonando thrash, nel 2011 ha deciso di mutare nella forma attuale, virando su sonorità rock particolarmente melodiche, altamente fruibili e che in varie circostanze tendono a divenire metalliche e a sfruttare l’ingresso in scena dell’elettronica per rafforzare gli scenari da racconto in corso.

Nonostante questo album possa essere considerato una sorta di secondo debutto, le canzoni possiedono ottimi spunti e la sensazione di avere a che fare con una band dalle idee chiare, pregevole ad esempio “The Crow’s Lullaby”, che da il nome al disco, lo apre e nella quale la voce femminile ci apre le porte della dimensione in cui ci addentreremo gorgheggiando in maniera fascinosa. “I Have Seen A Lie” alquanto vibrante, “Drama” dall’incedere suadente e la ballata dall’animo acustico “Sequoia” sono vittime dell’omogeneità e del ripetersi di un paio di schemi compositivi, ciò appiattisce lievemente l’intensità che scorre vivida all’interno della scaletta.

In breve, le emozioni vincono sull’aspetto tecnico, le prestazioni del cantante Gianluca Gabriele e dei sintetizzatori, curati dal chitarrista Massimiliano Ciani, sono l’arma vincente di un “The Crow’s Lullaby” intrigante e rifinito più che discretamente sotto tutti i punti di vista. Non posso infatti negare che le scelte fatte in ambito grafico siano decisamente calzanti sia per i toni cromatici che per le immagini selezionate.

I My Tin Apple hanno piantato fondamenta solide sulle quali costruire un futuro roseo e devo ammettere che sono già a buon punto, trattandosi di un gruppo che ha deciso di ripartire da zero. È da qui che dovranno proseguire per limare i difetti contenuti in “The Crow’s Lullaby”, facendo sì che il secondo lavoro sia più vario e completo. Augurando loro che ciò avvenga in tempi brevi, ve ne consiglio l’ascolto.

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