MYRAH – My Deliverance

MYRAH – My Deliverance

 
Gruppo: Myrah
Titolo:  My Deliverance
Anno: 2012
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Inverse Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Illusions
  3. Sorrow & Tears
  4. The Light Of A New Day
  5. My Deliverance
  6. A New Dawn
  7. As Memories Fade Away
  8. Desolation
  9. An Angels Requiem
  10. The Shadow
DURATA: 54:41
 

Gli svedesi Myrah, seppur siano in giro dal 2005 con due ep ("Desolation" e "Death & Despair") e l'album "Six Feet Down" a rappresentarne la discografia, non li avevo mai sentiti nominare, il momento è arrivato con l'uscita del secondo lavoro intitolato "My Deliverance".

Il suono della formazione attinge a piene mani dai lavori di passaggio di gente come Paradise Lost ("Draconian Times"), Sentenced (da "Crimson" in poi) e dalle ultime produzioni degli Amorphis con Tomi Joutsen dei Sinisthra alla voce. È quindi l'asse Inghilterra – Finlandia che tiene in piedi il lavoro, sia per temi che per emozioni, legate soprattutto a una melancolia dolciastra palesata a più riprese.

È notevole l'impegno profuso dai musicisti per dar vita a un'uscita che possiede più di una canzone papabile candidata al ruolo di hit della scaletta come "Sorrow & Tears""My Deliverance" e "As Memories Fade Away", ciò nonostante risulti alquanto derivativo. Non è neanche lontanamente celata questa cosa infatti, ci sono dei momenti in cui pare proprio d'essere in compagnia dei nomi tutelari citati, altri nei quali emergono lievi reminiscenze dei Katatonia e dei My Dying Bride.

"My Deliverance" ha il pregio di non mostrare la corda, non annoia, esprime con naturalezza e una semplicità disarmante quell'aura gotica priva sì del misticismo e delle profonde scanalature doom, arricchita però da un equilibrato vissuto che fa delle chitarre di Patrik Essman (anche cantante) e Tobias Lepistö quanto dell'innesto dei synth di Josefin Berg armi alla pari. Migliaia di formazioni female-fronted forse, troppo impegnate a incentrare la propria esibizione sulla bellezza della cantante, dovrebbero riflettere su tale punto, l'eccesso di plastica insieme a gorgheggi o al power-pop fa male alla salute della musica.

Il disco è orecchiabile, si lascia ascoltare portando con sé talvolta attimi più struggenti, talvolta solo la voglia di canticchiarvi appresso. La voce calda di Patrik Essman è un mezzo di connessione alquanto piacevole da udire, si presta a essere una spalla sulla quale poggiarsi nei frangenti in cui si necessita di staccare la spina, inserendo nello stereo un album che sia catchy, ma non sfori mai in territori estranei alla componente rock/metal.

Ovviamente i detrattori potranno trovare mille e più scuse per demolirlo tirando in causa la poca cattiveria, l'assenza di ambientazioni soffocanti, funeree e chissà quant'altro, nessuno obbliga qualcuno a inserirlo nel lettore. Pertanto consiglio di dare una chance ai Myrah a coloro che con passione mettono e rimettono nello stereo i lavori dai quali gli svedesi han tratto ispirazione, sono certo che troverete in "My Deliverance" un buon compagno di viaggio.

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