Mystras - Castles Conquered And Reclaimed

MYSTRAS – Castles Conquered And Reclaimed

Gruppo:Mystras
Titolo:Castles Conquered And Reclaimed
Anno:2020
Provenienza:Grecia
Etichetta:I, Voidhanger Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Castles Conquered And Reclaimed
  2. The Cutty Wren
  3. The Murder Of Wat Tyler
  4. Contre Dolour
  5. Storm The Walls Of Mystras
  6. O Tsakitzis
  7. The Zealots Of Thessaloniki
  8. Ai Vist Lo Lop
  9. Wrath And Glory
DURATA:50:25

Più che un progetto musicale, Mystras è un progetto ideologico. Mi stupisce come questo aspetto della narrazione di Castles Conquered And Reclaimed spesso non venga messo in evidenza, ma il peso delle idee e il carico politico di questo disco non è inferiore a quello di un album dei Napalm Death o dei Fall Of Efrafa. C’è talmente tanto racconto allegorico qui dentro che non ho potuto fare a meno di pensare a questa opera come la colonna sonora perfetta per Q dei Luther Blissett / Wu Ming.

Che Ayloss si sia negli anni sempre più radicalizzato a sinistra della barricata non è cosa nuova, così come diverse sono le sue iniziative a supporto di ONG e altre cause umanitarie, l’ultima proprio legata alle magliette di Mystras, i cui proventi sono totalmente devoluti a Mediterranean Rescue. Evidentemente il desiderio di dedicare espressamente della musica al proprio pensiero politico era talmente forte che il greco ha sentito l’esigenza di mettere temporaneamente da parte il suo progetto principale, Spectral Lore, per dare vita a questa entità parallela e riempirla di ideologia progressista con la pala. Giusto per fugare ogni dubbio, il libretto cita espressamente che «Mystras è black metal medievale contro l’Impero e l’Aristocrazia», e per ironico che sia recensirlo su Aristocrazia, immagino che l’interpretazione che ne fa Ayloss sia quella medievale (appunto), legata alla nobiltà, e non quella greca e originale di governo dei migliori.

Dopo questa corposa premessa, è bello scoprire che Castles Conquered And Reclaimed, oltre a essere un album che dice cose interessanti, le dice pure bene. Ayloss si sposta in modo abbastanza netto dai solchi tracciati con Spectral Lore, per muoversi in territori decisamente più aspri, mettendo insieme cinquanta minuti di raw black metal dai suoni scarni e glaciali, sul genere di certe cose canadesi di cui abbiamo parlato abbondantemente su queste pagine, un po’ Frozen Shadows, un po’ Cantique Lépreux. Al netto di un cambio completo di orizzonte in termini di produzione e di suoni che sembrano uscire direttamente dalla peggior cantina di pita gyros del Pireo, il più evidente elemento di continuità col resto della produzione di Ayloss è la melodia: nonostante l’asciuttezza, nonostante la drum machine che in confronto mia nonna con le padelle tirava fuori qualcosa di meglio, la vena compositiva del greco è sempre di altissimo livello, e in un contesto così minimale e povero di ritocchi in studio questo assume un valore debordante. In altre parole, il debutto di Mystras è un bel disco, e questo perché Ayloss scrive ottima musica.

Tra una canzone da dieci minuti e l’altra, poi, il Nostro ha anche l’ottima intuizione di interpolare canti e melodie popolari medievali, facendo di Castles Conquered And Reclaimed un interessante esperimento con reali radici storiche, in cui l’aggettivo medievale ha davvero un significato. “The Cutty Wren” è un canto popolare inglese risalente alla rivolta dei contadini del 1381 (qui riarrangiato in versione completamente strumentale e acustica). “O Tsakitzis” è un’altra strumentale che parla di una sorta di Robin Hood dell’Asia Minore, che rubava ai ricchi per dare ai poveri. “Ai Vist Lo Lop” è un canto occitano, più o meno corrispondente alla Francia meridionale, del XIII secolo, che lamenta le condizioni dei lavoratori della terra. Per ciascuna di queste tracce Ayloss si è fatto aiutare da musicisti ospiti: flauto, flauto traverso, violino e Yaylı tambur fanno tutti la loro comparsa nell’album. A unirli, la violenza del black metal e della rivalsa dal basso. Lo stesso nome del progetto, Mystras, ha forti rimandi medievali: Mistra, antica città alle porte di Sparta, fu la capitale del Despotato di Morea, ossia la provincia corrispondente all’odierno Peloponneso durante l’occupazione Bizantina e nel periodo subito successivo, tra il XIV e il XV secolo.

Casomai ci fosse ancora qualche dubbio, anche i testi di Castles Conquered And Reclaimed sono piuttosto espliciti e non le mandano certo a dire: ribellioni popolari contro il padronato nella title track, la già citata rivolta dei contadini del 1381 in Inghilterra in “The Murder Of Wat Tyler” (Walter Tyler fu uno dei promotori della rivolta, e non fece una bella fine), mentre “The Zealots Of Thessaloniki” racconta come gli Zeloti di Tessalonica riuscirono a mantenere un autogoverno civico a Salonicco per quasi un decennio a metà del XIV secolo, dopo essere stati dominati praticamente da qualsiasi impero nei precedenti millecinquecento anni. In chiusura, “Wrath And Glory”, che non è un racconto, ma una dichiarazione d’intenti: «The fight against injustice is eternal / And Eternal we shall become». Uno dei dischi migliori del 2020 a mani basse.

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