Mythology - The Castle Of Crossed Destinies

MYTHOLOGY – The Castle Of Crossed Destinies

Gruppo:Mythology
Titolo:The Castle Of Crossed Destinies
Anno:2019
Provenienza:Svizzera
Etichetta:Black Widow Records
Contatti:Spotify
TRACKLIST

  1. The Castle Of Crossed Destinies
  2. Missed Chances
  3. The Moon
  4. Now I’m Blind
  5. The Emperor
  6. Don’t Be Afraid
DURATA:45:58

Capita spesso di imbattersi in gruppi riguardo cui le informazioni sono limitatissime, comprese le identità dei musicisti. È questo il caso dei Mythology: nonostante i miei sforzi, è stato impossibile scoprire qualcosa in più rispetto al press sheet della sempre prolifica Black Widow Records, oltre all’esistenza di qualche omonimo. Tutto ciò che si sa di questi signori è che provengono dalla Svizzera (Canton Friburgo) e che uno di loro, di origini italiane, è appassionato di letteratura e storia medievale. Tanto basta per inquadrare The Castle Of Crossed Destinies, un disco che reinterpreta l’omonimo Il Castello Dei Destini Incrociati, romanzo breve di uno dei massimi autori del Novecento italiano, Italo Calvino.

Una tematica importante, impegnata tanto quanto lo è il genere proposto: un heavy-prog di ottima fattura, figlio degli anni Settanta e di tutto quel panorama colto popolato dai vari Genesis, Atomic Rooster, King Crimson e altri. The Castle Of Crossed Destinies parte in pompa magna con la title track e conduce l’ascoltatore attraverso atmosfere fantasy che richiamano un po’ gli immortali Rainbow di Ritchie Blackmore, alternando momenti quasi proto-doom (“Now I’m Blind”) a lunghi intermezzi ai limiti del jazz, come l’ottima “Missed Chances” che si libra tra assoli di tastiera e sassofono. La prova vocale di Athos Sade non è particolarmente eccelsa, così come quella di Lady Sif nelle retrovie (forse pure un po’ stucchevole su “The Emperor”), ma entrambe sono dotate di quel tanto di espressività e teatralità che basta ad affiancare sezioni strumentali che mettono da parte il concetto di forma-canzone, in favore di un approccio fedele a quanto fatto dai grandi maestri ormai cinquant’anni fa.

Mythology, quasi dal nulla, riescono a proporre un disco valido, anche se poco immediato per chi preferisce sonorità più moderne o strutture più canoniche. The Castle Of Crossed Destinies suona nostalgico ma non datato, elegante e stratificato tanto quanto l’opera di Calvino in cui i racconti dei personaggi si intrecciano gli uni con gli altri. Chissà che non ci ricapiti di incrociare la formazione svizzera in futuro.

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