N.A.M.E. – Internet Killed The Radio Star

N.A.M.E. – Internet Killed The Radio Star

Informazioni
Gruppo: N.A.M.E.
Etichetta: Lifeforce Records
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Killer Whales, Man
2. My Sweetheart, The Whore
3. The Spark Of Divinity
4. Empathic Communicator, Part I: Homage To The Hunter (Unconscious Incompetence)
5. Empathic Communicator, Part II: Beebee (Conscious Incompetence)
6. Empathic Communicator, Part III: Your Sun Machine, Your Space Embracer (Conscious Competence)
7. Empathic Communicator, Part IV: How To Murder The Earth (Unconscious Competence)
8. Mare
9. The Sycophant, The Saint And The Gamefox
10. Dave Mustaine
11. Avaler I’Ocean
12. You’ll Never Die In This Town Again
13. Charmer

DURATA: 1:17:35

I N.A.M.E. sono una di quelle formazioni per cui l’aggettivo sperimentale è l’unico che possa definire un sound che tutto è tranne che definibile monotono o statico.
Vivono di sfuriate e finiture, di jazz e funky, di grindcore e momenti death, in pratica non si fanno davvero mancare nulla.
Debuttano sotto Lifeforce Records con “Internet Killed The Audio Star” album fuori dal convenzionale, settantasette minuti di scatenata follia altalenante che riesce sempre a sorprendere, purtroppo però non solo in maniera positiva.
Ci troviamo davanti una band che tecnicamente è a dir poco sopraffina nel miscelare i generi e con lo sguardo che punta in alto guardando oltre ma che finisce alle volte incastrata proprio da soluzioni che alla lunga tendono ad affievolire il valore reale dei brani.
Diversificare è la parola chiave, s’inizia infatti con la mathcore “Killer Whales, Man” per poi ritrovarsi proiettati nel mondo funky/jazz di “My SweetHeart The Whore” che coniuga parti violente a un andare soft alternandole come fosse posseduta da anime nettamente contrastanti eppure bisognose l’una dell’altra.
L’accoppiata “The Spark Of Divinity”/”Mare” viene dilaniata da aggressività, stacchi puliti improvvisi in cui la voce in clean prende il largo, facendosi notare per il blues che sgorga nelle vene del riffmaker. Strano il quartetto che costituisce “Empathic Communicator” quasi dal sentore epico che mette in evidenza in toto le capacità compositive e d’ampio sviluppo dei N.A.M.E. ma che alle volte zoppica per dei passaggi che tendono a involvere su se stessi implodendo il potenziale del percorso.
La seconda parte del disco non ha grossi cali, relegando il compito di alzare la testa al trio finale, con l’accoppiata conclusiva sugli scudi.
“You’ll Never Die In This Town Again” è uno strumentale ispirato e intricantemente laborioso mentre “Charmer” conduce dritto verso il tramontare del lavoro con le sue psichedeliche espressioni sonore.
Per quanto riguarda l’esecuzione c’è poco da poter recriminare ai ragazzi, seppur sia molto azzardata e vada avanti a colpi di fino, l’unire più stili e influenze in un’unica intelaiatura portante ha ancora qualche spigolo da limare: soprattutto l’aspetto vocale che quando spinge grattando e urlando è una vera bocca da fuoco, quando però si presenta in veste pulita e sussurante riesce sì anche a emozionare ma non s’incastra del tutto con la varietà ossessiva dei brani.
“Internet Killed Audio Star” come primo album è molto più che sufficiente, ha gettato delle basi solide sui cui poter definire ed elaborare il riffing e le linee vocali future.
Potremmo definirlo immaturo, come tale vive d’istinto e a istinto vi suggerisco di non perdervi il piacere d’ascoltarlo e fare la conoscenza dei N.A.M.E.: ne sentiremo parlare di sicuro.

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