N.K.V.D. – Hakmarrja

 
Gruppo: N.K.V.D.
Titolo: Hakmarrja
Anno: 2014
Provenienza: Francia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Exordium
  2. Hakmarrja
  3. Wolfsschanze
  4. Za Kralja
  5. The Invisible Empire
  6. Travail-Famille-Patrie
  7. Batallion Vostok
  8. U.C.K
  9. Red Silence
  10. Excipit
DURATA: 41:39
 

Poco più di quattro anni fa, Aristocrazia si occupò di presentarvi N.K.V.D., intervistando L.F. e recensendo a qualche mese di distanza l'album d'esordio "Vlast"; negli ultimi mesi del 2014 è finalmente uscito "Hakmarrja" — successore del summenzionato disco — e sarebbe inutile tentare di nascondere l'evidente quanto inevitabile prosecuzione concettuale e musicale del progetto transalpino.

Partiamo dunque dal presupposto secondo cui l'ambito intellettuale sia rimasto invariato e ci troviamo dunque di fronte a un disco ricolmo di riferimenti storici, profondamente influenzato dalla brutalità e dalla perversa inumanità dei sistemi dittatoriali che hanno caratterizzato buona parte del secolo scorso. Detto ciò, sarà semplice comprendere il senso di un'introduzione come "Exordium", che inaugura l'opera tramite spezzoni di comizi vari aggrovigliati a disturbanti campionamenti meccanici, che riempiono l'ascoltatore con un profondo flusso di gelo sintetico, la manifestazione terrificante di un'ibernazione psichica causata da un'oppressione che nulla ha di umano.

Il cammino di rovina è ormai tracciato e prosegue inarrestabile con pezzi come "Wolfsschanze", "The Invisible Empire" e "Hakmarrja": fitti e impenetrabili turbini di effettistica Industrial creano una cortina di marziale ossessività Black Metal attorno a catatoniche progressioni in mid-tempo di riff dissonanti e cupi, creando un insieme estremamente personale e ispirato di cinico e deviato rigore. Tali elementi ben riproducono il concetto totalitario che sta alla base dell'espressione artistica di N.K.V.D., emanando una schiacciante e atonale atmosfera di ineluttabilità, una visione terrificante di un passato che non avrà un futuro, una folle angoscia che finirà per straziare, dilaniare e ridurre in cenere ogni cosa.

D'altra parte, episodi come "Za Kralja", "Travail-Famille-Patrie" e "U.C.K" con il loro aggressivo ipnotismo offrono un contraltare di calore ma tutt'altro che confortevole, tutt'altro che favorevole allo sviluppo umano: è il calore rabbioso generato dal surriscaldamento di un meccanismo sociale degradato che sta collassando, che non ha più nulla da offrire all'infuori di sofferenza, terrore e tribolazione. L'utilizzo costante e massivo di arrangiamenti ferocemente alienanti, di acidi filtri vocali, di campionature e di costrutti compositivi tanto quadrati quanto folli diviene propedeutico alla creazione di ossessioni viscerali e psicotiche che dipingono il più distopico regresso umano, un'infernale e paradossale trionfo di un potere controproducente sia per chi lo esercita che per chi lo subisce.

"Red Silence" è forse la traccia che meglio riassume l'intero album: troviamo infatti qui tutta l'esplosiva e degenerata follia di tale cupa visione artistica, immagazzinata all'interno di una struttura musicale rigida, fiera e spietata come una gerarchia militare di regime. A seguire tocca poi a "Excipit" — ennesimo comizio campionato e annegato in un torbido oceano di liquida oscurità sintetica — porre fine a questo viaggio terribile e dilaniante, lasciandoci con la consapevolezza di un'Umanità che mai imparerà dai propri errori e che permetterà alla propria storia di ripiegarsi all'infinito, in una ciclicità sempre più terribile.

"Hakmarrja" è un lavoro ostico, ricolmo di negatività, aspro, violento, alienante, estremamente pesante e di difficile assimilazione; oltre a tutto ciò, è però anche un disco di enorme qualità, concepito all'interno di una mentalità artistica ispirata e completamente scevra da vincoli. N.K.V.D. non si propone di farvi vivere qualcosa di piacevole, bensì impone a suo modo riflessioni che prima o dopo ognuno dovrebbe affrontare… Sempre che ne si abbia il coraggio.

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