Nachtlieder - The Female Of The Species

NACHTLIEDER – The Female Of The Species

Gruppo:Nachtlieder
Titolo:The Female Of The Species
Anno:2015
Provenienza:Svezia
Etichetta:I, Voidhanger Records
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Malice, Come Closer
  2. Nightfall
  3. Fatale
  4. Lonely Mortal
  5. Eve
  6. Silence And Devastation
  7. Cimmerian Child
  8. The Female Of The Species
DURATA:40:01

The Female Of The Species è più un manifesto ideologico che un album musicale. La I, Voidhanger ci ha da sempre abituato a pescaggi poco comuni, sperimentali, «weird» e «out», per dirla all’inglese, e non sarà il secondo disco di Nachtlieder a smentirla. The Female Of The Species esce un paio d’anni dopo il debutto omonimo Nachtlieder, sebbene tra demo e promo il progetto sia attivo ormai dal 2008, e contiene una manciata di brani black metal di stampo classico, che più classico non si può. Ciò che ha attirato l’interesse dell’etichetta palermitana, però, più che il contenuto prettamente musicale, immagino sia stato l’organico della band: Nachtlieder è infatti l’affascinante Dagny Susanne, polistrumentista trentenne svedese che si occupa di scrittura ed esecuzione dell’intero lavoro, eccezion fatta per la batteria, appannaggio del turnista Martrum.

Da qui le riflessioni sul disco manifesto, più che comune espressione artistica: fin dal titolo, «La Femmina Della Specie» (citazione diretta dell’opera di Joyce Carol Oates), e dall’immagine di copertina, raffigurante Susanne di nero vestita, seduta su un albero e con una mela tra le mani, in un ben poco velato rimando biblico, l’album sembra voler essere una sfida a un mondo tremendamente maschilista e conservatore come quello del metal. Certo, ci sono casi di donne anche nel mondo black metal (ci furono le Aghast, ci sono i Nebrus), ma dire che si tratta di mosche bianche è riduttivo. Dunque ben venga l’esperimento di Dagny Susanne come Nachtlieder, il suo tentativo di affermazione all’interno di una scena, di un business, di qualsiasi cosa sia oggi il black metal, capitanata da scoppiati vestiti di nero con dubbi gusti estetici e morali, ma incontrovertibilmente maschia.

Il problema, ed è per questo che il disco fallisce sul fronte più prettamente artistico, è che si può pure essere incuriositi dalla bella ragazza in copertina, dal saperla alla guida della baracca e autrice di tutto quanto, però se poi i quaranta minuti dell’album sono da elettroencefalogramma piatto, allora non si va tanto lontano. Purtroppo, oltre alla voglia e all’intenzione, ci vuole anche un po’ di estro, e per ora quello di Dagny Susanne è decisamente lontano dall’essere memorabile. Le coordinate musicali all’interno delle quali si muove Nachtlieder come detto sono molto classiche, un black metal scandinavo un po’ Marduk e un po’ Satyricon, dritto dritto dagli anni ’90, con i suoni giusti e il piglio giusto. A mancare è purtroppo una personalità che permetta a Susanne di farsi notare all’interno dell’affollatissimo ambiente che la circonda.

I brani sono troppo omogenei, le idee discrete, ma troppo poche, e in generale la musica di Nachtlieder troppo uguale a se stessa e a tutti gli altri per poter riuscire nel proprio intento sovversivo. Perché The Female Of The Species possa davvero ritagliarsi uno spazio all’interno di questo asfittico genere, né più né meno di tanti altri gruppi composti da uomini, serve qualcosa in più, e mi sento di dire che Susanne è musicalmente rimandata al terzo tentativo. Il reale valore di questo disco è un altro: quello di dimostrare che anche una ragazza è perfettamente in grado di trovare il suo posto nell’esercito del Male. E speriamo che non rimanga un esempio isolato.

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