NAILGUN MASSACRE – Backyard Butchery | Aristocrazia Webzine

NAILGUN MASSACRE – Backyard Butchery

Informazioni
Gruppo: Nailgun Massacre
Anno: 2011
Etichetta: Slowrunner Records
Contatti: www.myspace.com/nailgunmassacre666
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cadaverous Lay
2. Albert The Geek
3. Mortuary Meathouse
4. Nailed To The Wall
5. Jugannatha!
6. Spanish Spider
7. Head On A Stick
8. Zombie Swamp

DURATA: 39:48

NAILGUN MASSACRE - Backyard Butchery Si può fare un gran bel disco con appena un solo anno d’attività? Direi di sì, chiedetelo agli olandesi Nailgun Massacre.
In un anno dove gli Autopsy tornano a far felici gli old schooler con “Macabre Eternal”, questi allievi provenienti dal nord Europa attingendo dal lavoro di Chris Reifert e soci, dagli Asphyx e dal marciume svedese primordiale ci “rifilano” un platter fatto di horror, zombie e sesso con tanto di sezione grafica del cd e del booklet in esso inserito che non sono lontani dal ricordare la follia fumettistica dei Necrophagia del signor Killjoy.
I quattro cavalieri della morte Corpsechucker (voce), Bonesaw (chitarra ritmica/solista), Juggernaut (basso) e Hairybucks (batteria) sono quanto di più fedele agli anni Ottanta, primissimi Novanta si possa desiderare trovare inserendo un disco nello stereo, l’operato della sei corde poi ricorda in più frangenti quello della coppia Coralles/Cutler quindi è come ritrovarsi a una festa d’amici che non ascoltavate da un po’ e pensare che il tempo si sia fermato rendendovi indietro un po’ dell’atmosfera persasi negli anni per colpa di quelle dannatissime produzioni seriali, incelofanate e fottutamente commerciali.
Mettete su “Backyard Butchery” e sin dalla prima nota emessa il retrò sound vi farà dimenticare ciò che è la musica odierna, aggiungete la presenza di un pilastro della scena death metal da sempre, parlo di Paul Speckmann, leader dei Master che si offre nel ruolo di guest in ben tre pezzi (“Cadaverous Lay”, “Nailed To The Wall” e “Head On A Stick”), tenete conto che più si va avanti con le tracce maggiore è la quantità di melma sonora che vi ricoprirà arrivando al picco in una “Spanish Spider” in cui è presente finalmente anche una fase solistica (già, peccato ci sia troppo poco spazio per i solos) e capirete che quest’album è fatto su misura per chi vive di old school.
Come si fa a non gradire le fasi allentate e putrescenti che scandiscono “Nail To The Wall” e “Zombie Swamp”? Come si può non amare la prova gutturale vomitante in classico “eighties style” di Corpsechucker?
I testi non si distaccano dai cliché horrorifici dal risvolto umoristico annerito che amiamo praticamente da sempre, sono una componente che nel bene o nel male ha caratterizzato e continua a caratterizzare questo filone discografico, perché negarceli?
I Nailgun non hanno creato un capolavoro, né un lavoro che possa ridefinire i cardini stilistici del genere ma è evidente che abbiamo di fronte un esempio valido e coerente di come si suoni e del perché si suoni death metal in una certa maniera.
Con “Backyard Butchery” ci viene fatto un invito all’acquisto che gli affamati di tali sonorità non possono (e a mio avviso non devono) evitare d’ascoltare.
Inseritelo nella lista degli averi da possedere, affiancherà il ritorno dei padrini Autopsy non sfigurando al suo confronto.