NALVAGE – Worship Dehumanization

 
Gruppo: Nalvage
Titolo:  Worship Dehumanization
Anno: 2010
Provenienza:  Italia
Etichetta: Dead Center Productions
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. Intro
  2. Visceral Human Obedience
  3. Postmortem Dominion
  4. Worship Of A Tool Of Torture
  5. Naked & Pathological Dehumanization
  6. Holy Blaspheme Sacrifice
DURATA: 31:34
 

Sono passati cinque anni dalla pubblicazione dell'ep, "Idiosyncratical Armageddon", ep che aveva permesso ai campani Nalvage di farsi conoscere. Un lustro che li ha visti concentrati a stabilizzare la formazione, che adesso sembra esserlo divenuta con l'entrata di Carlo al basso, e di lavorare sulla creazione dell'album di debutto. Il percorso è stato rispettato e il disco è stato composto e partorito con il titolo di "Worship Dehumanization".

Non c'è stata una virata nel suono, si dilettano sempre con un death-black metal stavolta però direzionato sul versante est-europeo di band quali Behemoth, Hate e Azarath con sprazzi Morbid Angel, ma nulla che non si sia già sentito. La scaletta formata da sei tracce per una durata di poco superiore ai trenta minuti, rivela però anche risvolti interessanti.

"Postmortem Dominion" è una bella sfuriata che coniuga al meglio la velocità di una proposta arrembante con le melodie che ricamate dal riffing, la voce si diletta gorgogliando maligna, purtroppo il livello qualitativo non si mantiene così alto per tutta la sua durata offrendo una prova sufficiente, ma che solo a sprazzi continuerà a infliggere colpi capaci di prendere l'ascoltatore. Il duo di tracce posto in coda, "Naked & Pathological Dehumanization" e "Holy Blaspheme Sacrifice", invita l'orecchio a prestare attenzione, la prima attraverso l'uso di una dose energica di brutalità, la seconda con un buon incrocio fra blast-beat e tonalità basse che crea una base devastante e l'aggiunta di una minima percezione d'epicità, tuttavia ci sarebbe atteso più.

Purtroppo la produzione non da una mano ai brani, pasticciata e con dei suoni che in certi casi diventano tedianti, il rullante in alcuni punti sembra una scatoletta, inseriti in un contesto che avrebbe bisogno di una quadratura monolitica, non forzatamente pulita, ma in grado d'innalzare un wall of sound considerevole. Si stenta a decollare.

Una sufficienza di stima, non si possono non riconoscere le doti tecniche dei Nalvage, mi sarei comunque aspettato un ritorno d'altro spessore. "Worship Dehumanization" non invia segnali negativi, ma c'è da lavorare e sodo, tocca limare dei grossolani difetti e lo si deve fare se si vuole concorrere per un posto al sole nel sovraffollato mare di proposte similari, i rivali sono sempre più agguerriti e la guardia non va abbassata per nessun motivo al mondo.

 

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