NAMELESS CRIME – Modus Operandi

NAMELESS CRIME – Modus Operandi

 
Gruppo: Nameless Crime
Titolo:  Modus Operandi
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Casket Music / Copro Records
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TRACKLIST

  1. Feedtime
  2. Withdrawal
  3. Unsigned
  4. Under The Bridge Of Sanity
  5. Sleepwalking
  6. Tested
  7. Season Of The Grey
  8. Akinesis
  9. Stains
  10. Snakes'N'Ladders [traccia nascosta]
DURATA: 57:34
 

La band napoletana dei Nameless Crime vanta un passato tormentato, una girandola di cambi in formazione che ne ha minato la stabilità e infine una virata stilistica che ha costretto l'unico membro fondatore rimasto, il bassista Raffaele Lanzuise, a trovare nuovi compagni d'avventura.

Il progetto Endorphine dove anch'egli militava ha fornito le chitarre di Maddalena Bellini, anche produttrice dei loro lavori, e la batteria di Daniele Ciao, alla voce è arrivato Daniele Guarino mentre le tastiere sono state affidate a una vecchia conoscenza della band, Dario Graziano, ex drummer degli stessi al tempo del disco eponimo (2003).

Il power/thrash con cui erano in giro ormai da quasi una decade è stato sostituito da una miscela moderna di sonorità heavy/thrash e alternative caratterizzata da groove, discreta tecnica e apporto atmosferico.

L'album è articolato, non immediato, è una di quelle prove che ha bisogno di diversi giri nello stereo prima di farsi apprezzare per il suo reale valore, possiede per fortuna un'andatura dinamica che mantiene quantomeno costanti i giri evitando fasi di piatta. I meriti vanno alla chitarrista capace di variegare il riffato passando da sferzate thrash veloci e d'impatto ad acustiche e arpeggiate intime e rilassate; se in molti casi i Nevermore potrebbero venirvi in testa ascoltando brani come "Feedtime" e "Sleepwalking", una componente Lamb Of God invece si fa presente in "Withdrawl" a evidenziare come non amino affondare le proprie radici in un solo territorio.

Bella la botta di vita contenuta in "Tested" travolgente con la sua carica thrash, la versatilità della proposta viene avvalorata da "Akinesis", traccia evocativa ed orientaleggiante, e dalla nascosta "Snake'N'Ladders" acida, fra il post/core e la psichedelia da trip, nella quale appare un uso massicio di filtri vocali e in tal senso l'operato di remixaggio da parte di Roberto Sepe (R-Tron) ha conferito quella condizione sperimentale che probabilmente il gruppo andava ricercando.

Non tutto è oro ciò che riluce, come c'è la scintilla che attira vi sono anche le ombre, a esempio è un vero peccato il limitato utilizzo della figura di Dario Graziano, le sparute comparsate sono incisive e alquanto indovinate, uno spazio più ampio avrebbe potuto favorire una deriva progressiva avanzante, ma che non avrebbe scombinato i piani del disco.

Altra questione da sollevare è l'approccio riguardante il cantato del Guarino alle volte sin troppo centrato nella figura di Maynard Keenan dalla quale dovrebbe provare a distaccarsi. C'è da dire che il cantante è bravo e accattivante anche se non sempre equilibrato nell'attimo in cui deve assecondare l'umore del pezzo in corso. Menzione di merito invece per il comparto ritmico affidabile, preciso e dedito a supportare in tutto e per tutto le movenze multisfaccettate del riffato.

Buona la produzione affidata nelle mani di Maddalena e Frank Andiver con il mastering assegnato alla cura di Alan Douches e dei suoi West West Side Studios di New York. I Nameless Crime fanno sul serio e anche da questi dati si evince che ci mettono non solo la passione per portare avanti un progetto in cui credono.

"Modus Operandi" è il primo passo di un percorso appena intrapreso, chi ha già avuto modo d'apprezzarli in passato potrebbe ritrovarsi spiazzato, ma non molli subito la presa. I restanti dedichino attenzione a questo nuovo capitolo della loro storia, dategli un po' di tempo e saprà come ripagarvi dell'occasione concessa.

 

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