NAR MATTARU – Enûma Elish / In The Black Spheres Of Time

 
Gruppo: Nar Mattaru
Titolo:  Enûma Elish / In The Black Spheres Of Time
Anno: 2011
Ristampa: 2012
Provenienza:  Cile
Etichetta: I, Voidhanger Records
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. Uttuk Xul (The Ancestral Ritual)
  2. Eternal Night Dominion
  3. In The Abyss Of Time
  4. Tirano Constrictor [cover Kratherion]
  5. Twisted Mass Of Burnt Decay [cover Autopsy]
  6. Nar-Mattaru
  7. Under Endless Spheres
  8. Enslaved To The Inferior Universe
  9. Abolishment Of Immaculate Serenity [cover Incantation]
DURATA: 62:43
 

Iniziamo con le precisazioni: il combo cileno Nar Mattaru (parole sumere che significano "abisso") giunge nelle nostre Aristocratiche mani grazie alla siciliana I, Voidhanger, che si è premurata di stampare e distribuire in Europa il materiale che il gruppo fece uscire alla fine dello scorso anno nella loro terra d'origine tramite Pacto Records, ergo tutti i riferimenti sono relativi a questa specifica edizione del, anzi dei lavori in questione.

Parlo al plurale perchè, come forse avrete notato dalle informazioni, su questo disco, che la band considera, o almeno si presume consideri, stante l'avarizia di informazioni che circonda il combo, vero e proprio debut album, sono inseriti due ep risalenti al 2009 ("In The Black Spheres Of Time") e al 2010 ("Enûma Elish"), per quanto il secondo non abbia mai vissuto di vita propria, ma sia stato edito solo in questa veste "condivisa". Ecco spiegato il perchè delle ben tre diverse cover, di cui due a metà disco. Ora, dal tenore dei brani presi in prestito, è facile farsi un'idea del genere bazzicato dal trio di Santiago (appunto: anche i misconosciuti Kratherion sono un act death metal, vicini di casa dei Nostri, ci svela internet): metallo della morte quindi, nelle sue declinazioni più marce, luride e vecchia scuola, dove non si scende a compromesso alcuno.

E il dizionario dei Nar Mattaru, signore e signori, la parola compromesso nemmeno la comprende. Sei brani di purissimo death metal old school, pastoso, prodotto come si conviene, cioè poco e quindi benissimo, tenuto insieme da una furia bestiale non fine a se stessa, ma giustamente e correttamente incanalata nella forma canzone, sulla scia del sempiterno McEntee (la cover di "Abolishment…" mica è lì per bellezza). No alle velocità improponibili che spesso caratterizzano il contesto sudamericano assieme alla cacofonia dovuta alle pessime registrazioni, ma spessore, volumetria, imponenza. Cazzo, i Nar Mattaru sono grossi. Intendiamoci, siamo alle solite: non c'è niente di nuovo sotto il sole, d'altronde non è questo che un deathster vuole, quando si trova davanti un album degli Incantation o di coloro che ne seguono la scia, per cui sarebbe ingiusto pretendere qualcosa di diverso dalla band sudamericana.

L'unico, vero neo del lavoro svolto è relativo all'operato di Carlos Atarys, cantante e autore dei testi: in questi ultimi dimostra infatti di non essere perfettamente a suo agio con la lingua inglese, cadendo spesso in cliché (cui si appaia sovente un qualche strafalcione grammaticale) e non approfondendo le tematiche mitologico/spirituali come meriterebbero. Siamo lontani dalla profondità e complessità testuale degli Absu, per dirla schiettamente con un paragone tematicamente molto prossimo. 

Questo detto, il materiale composto dal trio è di primo livello e di sicuro interesse per coloro che seguono e ricercano un determinato stile. Tolte le tre cover, in verità in posizione non felicissima (capisco la volontà di mantenere l'ordine dei brani originali, ma le due cover centrali, specialmente quella dei Kratherion, spezzano un po' il ritmo) c'è comunque di che sfamarsi con i quasi tre quarti d'ora di composizioni originali. Quindi dateci dentro, la Terra Tra Due Fiumi vi aspetta nelle note dei Nar Mattaru.

 

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