NATRIUM – Elegy For The Flesh

 
Gruppo: Natrium
Titolo:  Elegy For The Flesh
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Punishment 18 Records
Contatti:

Facebook  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. Elegy For The Flesh
  2. Memetic Infection
  3. Breastfed With Mendacity
  4. Sarin Benison
  5. Ravenous Theophaghists
  6. Allograft Harvesting
  7. Clinical Savagery
  8. Plastinated Birth
DURATA: 29:13
 

I Natrium sono l'esempio lampante di come il death metal si sia evoluto negli anni anche nella nostra penisola. Iniziata la loro storia come una band thrash/death, hanno virato passo dopo passo sino a divenire ciò che potrete ascoltare all'interno del secondo album intitolato "Elegy For The Flesh".

La formazione sarda tramite dieci anni di dura ma perseverante gavetta ha dimostrato che con la dovuta passione e l'impegno i risultati si ottengono eccome. Se la prima creatura "The Day Of Pain" era ancora discutibile per alcune scelte scontatelle e sin troppo figlie del passato del movimento metal, con le otto tracce di questo nuovo platter confermano d'aver dei mezzi tecnici ormai affinati e poi una formazione che sembra finalmente essere quella giusta, troppe girandole di elementi ne avevano a mio avviso minato la stabilità compositiva. Sono dotati di una forma canzone che coniuga brutalità e uso professionale dello strumento senza divenire una parodia onanistica del genere e anche il cantato ha trovato una propria dimensione, la ruota gira nel verso favorito.

Potreste pensare che sia stato esageratamente benevolo nei confronti del disco e dei Natrium, può darsi, v'invito però a farvi atterrare dalle ficcanti accelerazioni e dai rallentamenti spaccaossa che fanno trapelare pura violenza in "Breastfed With Mendacity", da un pezzo come "Sarin Benison" che non sfigura di certo dinanzi alle creazioni di gente come i rinati Suffocation e i Deeds Of Flesh della svolta tecnica. Della solistica ne vogliamo parlare? Brevi, spesso "ariosi" e incastonati al momento adatto i solos diventano un'arma in più, in "Allograft Harvesting", brano in bilico fra sound moderno e soluzioni dal gusto retrò, vi è quello che reputo il migliore per esecuzione e impatto.

Trenta minuti di death metal, questo è ciò che i Natrium ci mettono a disposizionei, trenta minuti privi di pecche particolari, forti della ormai solita collaborazione fra le formazioni nostrane e i romani 16th Cellar Studio, divenuti in Italia una sorta di Mecca alla quale rivolgersi soprattutto quando si parla di suoni odierni, Hour Of Penance e Fleshgod Of Apocalypse docet e sembra fosse tutto ben programmato tanto da essere quasi inevitabile, guardando la cover, pensare immediatamente a un artista che pare stamparne in un anno più delle figurine Panini, il signor. Pär Olofsson, vi devo anche dire con quante e quali realtà abbia collaborato? Non credo ce ne sia nessun bisogno.

I Natrium sono pronti a fare il grande salto, quello che conduce all'internazionalità del monicker, supportateli, una volta di più il metal italico tira fuori le palle dal cassetto urlando con voce grossa e distinta: Ci siamo, non utilizziamo il nostro abituale orecchio da mercante esterofilo e godiamoci del buonissimo death metal made in Italy.

 

Facebook Comments