NAVALM – Recovery Of Sync

 
Gruppo: Navalm
Titolo:  Recovery Of Sync
Anno: 2013
Provenienza:  Ucraina
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Let Others Pray
  2. Sign
  3. Cemetery Administration
  4. Unnecessary
  5. An Evil Time
  6. Steps In The Void
  7. Recovery Of Sync
  8. Frank Decomposition
  9. Tomb In The Arctic
  10. Slut Hanging On Hooks
  11. To Parcel Up Meat
  12. Worse Than Any Murderer
  13. Revenge
  14. Strain Of Mind
  15. The Prophecy
DURATA: 38:33
 

L'ex-blocco sovietico pare non stancarsi mai di cacciar fuori nuovi gruppi e nuovi dischi; l'ultimo caso giunto in redazione è quello degli ucraini Navalm, da Sebastopoli, in pieno Mar Nero. Dediti a un miscuglio di death metal e grindcore che, suppongo, vorrebbe (ma solo vorrebbe) rimandare a Terrorizer e Brutal Truth, i cinque esordienti mancano il bersaglio di svariate centinaia di metri.

"Recovery Of Sync" è un disco che non ha arte né parte, una caotica accozzaglia di cose a caso che accadono durante l'arco di quasi quaranta minuti. Di per sé il lavoro dei singoli non è nemmeno così malvagio: la prova del cantante Sergei è piuttosto solida, il basso è ben presente, la chitarra si lancia in assoli e riff di vario genere e la batteria (per quanto goda di suoni tra il terrificante e l'osceno) picchia con una certa velocità. Il problema è che l'insieme dei diversi elementi è quantomeno esecrabile: "Steps In The Void", un pezzo heavy malamente travestito da grindcore, è esempio lampante di come la goliardia e l'autoironia che spesso caratterizzano il grind in pochi secondi possano tramutarsi nella proverbiale deiezione fuori dal vaso.

Il susseguirsi di pentolate e riff di chitarra, anziché trascinare ed essere veicolo di irruenza, suona tutt'al più come un'accozzaglia di "cose" che evidentemente non hanno trovato la propria giusta collocazione. Assoli di matrice heavy e thrash mal si amalgamano, anzi fanno proprio a pugni, con le continue impennate di doppio pedale, e negli sparuti rallentamenti la sensazione di situazioni slegate tra loro e rattoppate alla bell'e meglio all'interno di un unico brano è opprimente, quasi fastidiosa. Infine una produzione assolutamente sterile, per quanto pulita, non è di alcun aiuto.

La mancanza di senso dei brani è mascherata dall'alta velocità, sì, ma nel 2014, col ben di Dio che c'è in giro, per sperare di camuffare un brutto disco bisogna fare di meglio. I Navalm la sincronia non devono recuperarla, devono proprio impararla.

 

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