NECROPHOBIC – Darkside

NECROPHOBIC – Darkside

 
Gruppo: Necrophobic
Titolo: Darkside
Anno: 1997
Ristampa: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Hammerheart Records
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TRACKLIST

  1. Black Moon Rising
  2. Spawned By Evil
  3. Bloodthirst
  4. Venaesectio (Episode One)
  5. Darkside
  6. The Call
  7. Descension (Episode Two)
  8. Nailing The Holy One
  9. Nifelhel (Episode Three)
  10. Christian Slaughter
DURATA: 37:54
 

Erano gli anni di declino del metal, che già quasi viveva nel dimenticatoio, sostenuto solo da pochi accaniti. Chissà, forse la generazione che trovò la sua maturità durante l'esplosione del death e i primi passi del black usciva in parte di scena, dedicandosi piuttosto alla famiglia. I ricordi restano nel cuore e ora si incontrano sovente giovincelli, nati proprio grazie a queste persone cresciute negli anni d'oro della storia, adornati di borchie e chiodi. Mi capitò già di vedere qualche rara volta il padre, ormai grigio ma con il suo chiodo, a un concerto metal con il figlio, pure lui metallaro accanito, che tenta di impressionare papà. I Necrophobic mantennero alta la bandiera dell'esercito metallico resistendo nell'ultimo bastione più isolato e mettendo in fuga orde di truzzi e gangsta che ancora oggi tentano di scalfire la nostra corazza già gibollata e piena di segni lasciati da lotte brutali!

Dovrebbe essere ormai la terza versione di "Darkside". Oltre alla prima stampa, ne fu sfornata già una sotto l'egida della Hammerheart Records nel 2003. Tanta devozione rende quasi inutile questo testo… Ci credete?: non conosco le registrazioni di questi Svedesi. Non fui mai grande fanatico di quella scena ancora oggi tanto osannata.

Già il primo pezzo mi obbliga ad aprirmi la cerniera per spararmi una sega ultra-atomica di tre secondi e mezzo. Dopo avere macchiato le pareti, tanto poi trasloco, mi rendo conto della buona produzione del lavoro che sembra essere rimasterizzato. Il suono è pieno e gli strumenti, senza eccezione, sono perfettamente udibili in ogni situazione. Le piste fanno veramente onore alla scena scandinava e portano definitivamente il marchio D.O.C. con orgoglio assoluto! Il lavoro di chitarra è veramente eccitante, con un alito nero e la ritmica è precisa e impietosa come il meccanismo di scatto di una MG42 tedesca. La voce ha un leggero tocco black e ostenta una rabbia che farebbe impallidire molti «true grim black metaller» auto-definiti che posano sulla scena odierna.

Peccato che non conoscessi questa squadra prima. Nel 1997 avrei avuto un'erezione di almeno trentotto minuti pur non vedendo l'ombra di una donna. Questo disco molto curato vi offre la delicatezza e la benevolenza di un Panther V che avanza a tutta birra sulla vostra trincea scavata nella neve. Tutti i disgraziati come me che non hanno mai ascoltato questa formazione sono pregati, no, ricevono l'ordine di recuperare codesto pezzo di storia metal! Al passo di corsa, arrr!

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