NECROPSYA – Roars

 
Gruppo: Necropsya
Titolo:  Roars
Anno: 2007
Provenienza:   Brasile
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Skullcrusher
  2. Roars From Underground
  3. Politic Games
  4. Destroy
  5. Chaos Architect
  6. Black World
  7. Settle Of Old Scores
  8. TV Messiah
  9. Train Of Souls
  10. The Loan
  11. The Price
DURATA: 59:33
 

I Necropsya appartengono all'underground thrash carioca, inutile dire che hanno come riferimento di base il suono della vecchia scuola anche se il modo in cui propongono l'uso delle melodie e le derive al limite col death non riescono a farmeli inserire nell'ormai consueto pacchetto di proposte da copia e incolla.

Ci sono rimandi strani che passano dall'evoluzione Carcass agli Slayer in men che non si dica, dalla compattezza monolitica, pur essendo meno elaborata, dei Destructor e degli Infernal Majesty alla carica esplosiva dei Kreator. "Roars" è una commistione di animi ben assortita che trova in qualsiasi caso la maniera d'affondare il colpo.

Undici pezzi espliciti che dicono: non siamo pivellini, sappiamo ciò che dobbiamo fare per farvi sbattere la testa!, è chiaro quindi che i pezzi perfetti per l'headbanging non manchino, così come però è cosa facile incontrare strutture che evidenziano una tecnica decisamente affinata e che va ben oltre la spinta primordiale, si possono citare ad esempio delle due categoria "Skullcrusher" vs "Politic Games" oppure "Chaos Architect" vs "Tv Messiah".

Il trio ha dosato con cura le porzioni con cui il thrash e il death s'incrociano, la voce di Henrique Vivi (anche bassista) è pesante e gutturale quanto aggressiva e aspra, alterna i due approcci assecondando il brano, Henrique Bertol, l'axeman della situazione, ha messo in piedi un riffato movimentato colmo di spunti tecnici e assalti rimanendo però con i piedi ben saldi per terra, nessun volo pindarico, tanta quantità e discreta qualità anche in una fase solistica, poco presente, ma che al momento d'intervenire risponde a dovere, belle poi alcune trovate come i break acustici in "Settle Of Old Scores".

I pattern di batteria di Celso Costa sono l'arma in più dei Necropsya, il suo lavoro si rivela dinamico, preciso e al contempo energico nell'impostazione, ciò permette alla tracce di sfoderare al meglio la prestanza di cui godono ed è buona la compagnia che le linee di basso di Henrique fanno loro, un collante in grado di mantenere coesa la prova per tutto il suo corso.

Al contrario di troppi gruppi che decidono di affibbiare volutamente produzioni plastificate, i Necropsya hanno sì optato per una scelta alquanto pulitia rispetto agli standard del genere, ma che non lede assolutamente sulla sfrontatezza e il carattere deciso delle canzoni, nota più che positiva.

"Roars" è l'ennesima autoproduzione che fa il di dietro a tanti nomi odierni blasonati e supportati da etichette importanti, la differenza la evidenziano la qualità dei pezzi e le scelte di una band che, seppur viva nell'underground, meriterebbe una maggiore attenzione. Diciamocela tutta: non è che aver le spalle coperte da un'etichetta voglia dire avere poi fra le mani a priori un album che si possa definire quanto meno degno, c'è poi sempre da ricordare che anche realtà storiche di mezze bidonate ce ne hanno rifilate non poche.

I ragazzi stanno lavorando per dar vita al successore di questo buon debutto e quindi presto dovremmo avere notizie in merito, intanto vi consiglio di passare un'ora in compagnia della musica di questi brasiliani: vai col thrash!!!

 

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