NEKHRAH – Cosmic Apostasy

Gruppo:Nekhrah
Titolo:Cosmic Apostasy
Anno:2017
Provenienza:Cipro
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Acheron
  2. Cosmic Apostasy
  3. Closed Casket Funeral
  4. Foredoomed
  5. The Face Of Pain
  6. Nekhrotise
  7. Acts Of Troth
  8. Let There Be Nothing
DURATA:29:58

Dei Nekhrah si sa poco o nulla, se non che vengono da Cipro, che qualche anno fa avevano registrato un demo con un altro nome e che suonano death metal. È stata principalmente questa la ragione a farmi avvicinare a Cosmic Apostasy, il loro esordio assoluto datato 2017, ma che fino a un momento imprecisato è rimasto segregato in lidi digitali, per ricevere un’edizione in CD solo recentemente (o almeno, la comunicazione da queste parti è arrivata poche settimane fa). Ma dicevo di Cipro: non è facile incappare in musica che arrivi da quest’isola divisa all’estremo orientale del Mediterraneo, tanto meno se alla musica diamo un senso così ampio da arrivare a includere il death metal. Eppure, anche dall’assolata Nicosia ogni tanto esce qualche capellone che ha bisogno di urlare la propria apostasia cosmica al mondo.

Una breve intro porta dritto dritto alla title track e il primo riffone è servito. I Nekhrah non sembrano avere troppa intenzione di andare oltre la lezione degli anni ‘90 dei soliti noti, da una parte i Morbid Angel per la schiettezza e il piglio più dritto e dall’altra i Dismember, perché quegli umori sulfurei che uscivano da Stoccolma quasi trent’anni fa non li puoi nascondere nemmeno sotto tonnellate di groove ed effetti. E proprio con questi ultimi i Nekhrah tentano di rileggere la vecchia scuola attraverso un sound più attuale, con un uso smodato di trigger, gonfiando le chitarre oltre ogni dire ed effettando lo scream del cantante A. sulla falsariga di quello che fa Peter Tägtgren negli Hypocrisy dagli anni Zero in poi. A parte questi dettagli, i quattro ciprioti arrivano dritti dritti dal 1991. Senza fronzoli, schietti e sfacciati quanto basta, un po’ una versione abbronzata dei Bloodbath.

Concettualmente parlando, non c’è nulla di nuovo sotto il sole: insulti alla religione, qualche cadavere, dolore, nichilismo e un sacco di male generalizzato. Testi brevi, frasi semplici, concetti ben chiari e siamo tutti contenti, magari un po’ di sforzo in più non guasterebbe, ma per divertire senza grosse pretese è più che sufficiente. I quasi trenta minuti di mazzate nei denti di Cosmic Apostasy non cambiano certo la giornata, tuttavia sono un discreto biglietto da visita. In ambito death già questo è abbastanza.

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