NEMOST – The Shadow’s Trail | Aristocrazia Webzine

NEMOST – The Shadow’s Trail

Informazioni
Gruppo: Nemost
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/nemost
Autore: Mourning

Tracklist
1. Prelude
2. Sardanapale
3. Skin For Skin
4. Whisper
5. Unexpected
6. Fading Ember
7. Orcus
8. Ritual
9. Through Life

DURATA: 36:36

NEMOST - The Shadow's Trail La band parigina dei Nemost è attiva da circa un lustro, dopo un demo omonimo rilasciato nel 2008, è nel 2010 che inforca la via più dura della produzione full con questo “The Shadow’s Trail”.
L’album è ben lontano dal poter essere inserito nel filone death classico, è una miscela che vede al proprio interno aperture di tipo gotico che ricordano non poco la maturazione di formazioni finniche quali Sentenced e Amorphis, scelte di suono tendenti a richiamare nomi quali Cemetary, Opeth e Katatonia (soprattutto atmosfericamente).
E’ sicuramente un disco che ha tanto da dire ma che al tempo stesso dimostra come la band abbia bisogno di maturare, considerando le due facce della medaglia, quella intimista scandita frequentemente dall’uso dell’acustica e da varianti di stampo progressivo non sempre trova un corrispettivo adatto in quella più grintosa, prendo a esempio il brano più significativo del lotto in tal senso, “Whisper”, traccia lunga e ben orchestrata che recita la sua parte al meglio quando si nutre delle minuzie e dell’atmosfera offerta dalle soluzioni meno grevi, sfocianti in una sorta di malinconia pressante, le sfuriate sono cattive al punto giusto ma potrebbero essere rese ancor più dinamiche per segnare con maggiore evidenza il divario fra gli stati emotivi.
I Nemost sono fortemente debitori agli anni Novanta, release come “Tales From The Thousand Lakes”, “Elegy” e “Amok” sono punti di riferimento neanche tanto complicati da individuare, basterà immergervi in “Sardanapale” e “Skin For Skin”.
Superato però il breve strumentale “Fading Ember” c’è una sorta di cambio di marcia, la pressione aumenta, le canzoni acquistano una cattiveria maggiore e anche se l’acustica continua a presenziare in certe occasioni, vedasi l’incipit di “Through Life”, si sfiora il limite con una deriva viking/pagan comunque lontana dal tirare in ballo gente come gli Amon Amarth, tengo pure in conto il cantato di Timcod che nelle soluzioni in growl è tutt’altro che fine o lontanamente tendente allo scream come capita in molte realtà swedish, lui affonda proprio la botta.
Sempre in bilico fra le nature che si contendono la supremazia sonora nei Nemost si presentano quindi “Orcus” e la conclusiva “Through Life” sì appesantite e rocciose ma mostranti ancora una volta una forte carica emotiva, riescono a non staccare la spina dalla facciata legata alle sensazioni melancoliche pur irrobustendosi, molto belli i momenti in cui la solistica di Johan Nat ruba la scena, altrettanto piacevoli sono i pattern di batteria che caratterizzano l’episodio conclusivo.
Per i Nemost “The Shadow’s Trail” è un buon biglietto da visita, l’album è gradevole e abbastanza vario da poter suscitare interesse sia negli amanti del filone melodico svedese, sia in chi cerca atmosfere più particolari e magari ascolta roba più incline a interagire con gli stati del proprio carattere come i già citati acts finnici e in aggiunta sempre dalla stessa terra gli Insomnium, musica che va ben oltre la concezione death metal e marciume.
Un unico appunto mi sento di fare per quanto riguarda la produzione che, se nel complesso regge bene, singolarmente vede il basso messo in una posizione defilata, in certi frangenti quasi insabbiato, peccato perché per quello che si recepisce il lavoro svolto da Merry è tutt’altro che malvagio.
Teneteli d’occhio, se aveste bisogno di uscire dai soliti schemi del panorama death melodico i Nemost potrebbero essere una soluzione adatta, passate sul myspace di questi giovani francesi e fatevene un’idea più chiara.