NEOKHROME – Perihelion

NEOKHROME – Perihelion

Gruppo:Neokhrome
Titolo:Perihelion
Anno:2012
Provenienza:Ungheria
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. Aurea
  2. Stellar Outcast
  3. Starborn
  4. Crystallized
  5. Closer To The Sun
  6. Rise Above The Ridge
  7. Cosmic Grave
  8. Through The Surface
  9. Cold Ashes Of Vanished Time
DURATA:40:12

Progetto interessante quello degli ungheresi Neokhrome (in origine Neochrome), arrivato al suo terzo episodio con il neonato Perihelion, disco che segna un deciso cambio di rotta rispetto ai pilastri stilistici che avevano contraddistinto la band nei dischi precedenti, autrice fin qui di un black/death di matrice scandinava dalle tinte scure. Sicuramente significativa a questo riguardo è anche la decisione sopra accennata di cambiare monicker, marcando una sostanziale differenza anche a livello grafico, riscontrabile già dando uno sguardo, anche rapido, alla copertina.

La proposta musicale che i Neokhrome affidano a Perihelion verte su un black metal atmosferico, fortemente influenzato dalla lezione “avant-vintersorgiana”, e dal black-shoegaze tanto in voga negli ultimi anni, riuscendo nella complessa missione di ritagliarsi una propria dimensione, una propria diversità. Grazie ai suoi nove brani il disco tenta di portare a spasso l’ascoltatore attraverso lo spazio profondo, i temi trattati sono subito evidenti leggendo i titoli dei brani: “Cosmic Grave”, “Starborn”, “Stellar Outcast” per citarne alcuni. Il canovaccio su cui si sviluppa l’intera opera è chiaro, blast beat veloci su cui le chitarre rarefatte scandiscono riff di matrice black, pur rimanendo sempre piuttosto eteree e mai taglienti, si alternano a momenti riflessivi ed a grandi aperture in cui i riverberi delle chitarre stesse si accompagnano agli organi ed ai sintetizzatori creando panorami spaziali e futuristici.
Il vocalist Vee si dimostra capace di saltare dallo scream al clean, e anche se francamente né l’uno né l’altro restano impressi per originalità nel complesso riescono ad avere una resa espressiva più che sufficiente.

In conclusione, pur non essendo nulla di trascendentale, la proposta degli ungheresi è convincente e la capacità di creare momenti di grande suggestione non deve passare inosservata. Anzi, a mio modesto avviso è proprio l’innegabile abilità di dipingere grandi scenari negli intermezzi melodici fra un riff e l’altro che la band deve coltivare e se possibile migliorare in vista di future produzioni. Va fatto un plauso a questi ragazzi per la cura dedicata alla (auto)produzione ed al packaging del disco, nonché alla sua realizzazione, la materia che propongono non è di facilissima equalizzazione, essendo il suono piuttosto ricco e stratificato, ma il lavoro svolto è egregio, e a larghi tratti ci si dimentica completamente di trovarsi di fronte ad un cd “fai-da-te”, anche se un sound più aggressivo ed incisivo delle chitarre nelle sezioni più cattive sarebbe stata cosa gradita. Questo non sminuisce comunque Perihelion, chissà che questa release non riesca a farli notare a qualche etichetta discografica, la materia prima, e quella grigia, paiono esserci.

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