NEOLITH – Individual Infernal Idimmu

 
Gruppo: Neolith
Titolo: Individual Infernal Idimmu
Anno: 2010
Provenienza: Polonia
Etichetta: Wydawnictwo Muzyczne Psycho
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TRACKLIST

  1. Thus I Fulfillled His Will
  2. The Dark and Light In One
  3. A Prayer
  4. Fright Emblazoned On Faces
  5. Limes Inferior
  6. That Sorrowful Feast Of The Damned
  7. Asar Un-Nefer
  8. Idimmu Expecting
  9. The Most Excellent Charm Against The Son Of Liar
  10. Hallowed Be The Signs!
DURATA: 50:32
 

La formazione polacca dei Neolith è una delle tante che ha vissuto una carriera alquanto altalenante, seppur attiva da quasi un ventennio infatti ha subito davvero tanti cambi interni. Il ricordo più triste è legato alla dipartita del batterista Tomasz "Fil" Górawski, morto in un incidente stradale nel 2008, a cui viene dedicato questo nuovo disco "Individual Infernal Idimmu". Nnel libretto è inserita questa frase: «We want this album to be "an epitaph" for Fil (R.I.P.) brother».

Il lavoro è l'ennesima evoluzione anche per quanto riguarda il suono. La band ha cambiato più volte direzione negli anni, partendo da una base doom-death metal, passando poi al death-black e ora presentando uno stile dall'approccio fortemente atmosferico. Non ci troviamo davanti a un capolavoro, ma a un album onesto, molti dei brani avrebbero potuto essere elaborati meglio, si notano le influenze classiche della scuola polacca di matrice Vader e di molte altre band che facilmente vi verranno in mente, senza però raggiungere i picchi qualitativi ottenuti da molte di esse.

Le divagazioni thrash in "Prayer" o il bell'assolo in "Fright Emblazoned On Faces" (confezionato da Vogg dei Decapitated, in uno dei pezzi che pulsano e trasmettono le vibrazioni più inclini alla tipologia di musicale che si sono proposti di presentare), uniti ai buoni spunti sparsi in "Limes Inferior", "Asar Un-Nefer" e "That Sorrowful Feast Of The Damned" (dove Taff dei Black River presta la voce e inoltre vi è la presenza di un'interessante sezione folk-tribale), sono ciò che si può ricavare dall'ascolto. Oltre a questo non c'è molto altro che non sia conosciuto e scontato. Si tratta di una prova standard per i canoni della scena nazionale, nella quale la buona dose di melodia e l'innesto dei sintetizzatori per infondere profondità e quel tocco d'atmosfera in più purtroppo però incidono poco su un album che possiede fasi di stanca nette. Lo si percepisce in "Idimmu Expecting" che — pur riproponendo sul finire la soluzione già chiamata in causa — non possiede la stessa efficacia di "That Sorrowful Feast Of The Damned", così come "The Most Excellent Charm Against The Son Of Liar", quasi tunzettona e che mal s'incastra col resto del composto.

A frenare questi musicisti non è la mancanza d'idee, quanto l'assenza di uno sviluppo. "Individual Infernal Idimmu" è allo stato embrionale, semplice o troppo istintivo, in certi casi forse esageratamente convulso per quel che vuole rappresentare. E se la prova strumentale a livello di esecuzione ha poco di cui farsi rimpiangere (non è lì che risiede la vera pecca), la produzione pulita — probabilmente più del necessario — non ha aiutato a dare la giusta spinta a un prodotto così volutamente rudimentale.

I Neolith possiedono tutte le carte in regola per creare un disco di valore, il passato lo testimonia, tuttavia il presente è un nuovo punto di partenza. Adesso devono pianificare il futuro, ripartendo da quel che c'è di buono in "Individual Infernal Idimmu". Se i Polacchi vogliono ritagliarsi un piccolo spazio nella folta schiera di formazioni valide che danno vita a una fra le fucine europee del metal meglio assortite, devono esseri capaci di offrire ben più di ciò che hanno sinora mostrato.

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