NEST – Metempsychosis

Gruppo:Nest
Titolo:Metempsychosis
Anno:2018
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:WOOAAARGH
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TRACKLIST

  1. The Cowardice And Rashness Of Courage
  2. Gallows Of Forever
  3. Heretic
  4. Divining By The Entrails Of Sheep
  5. Jewel Of Iniquity
  6. From The Darkness In Me, Illuminate
  7. Life’s Grief
DURATA:33:41

I Nest qui trattati sono un duo d’oltreoceano che non è assolutamente da confondere con un altro duo omonimo, ovvero i Nest finlandesi: sebbene il numero dei componenti e il nome siano identici, le proposte non potrebbero essere più diverse tra loro. Laddove in Finlandia ci si dedica a delicate e piacevoli divagazioni di estrazione ambient, a Lexington, in Kentucky, si avverte un desiderio più impellente di soffrire, di incazzarsi e di vomitare tonnellate di malessere sul primo essere senziente passi a tiro. E noi, che da queste parti il male di vivere lo spalmiamo al mattino sulle fette biscottate, non potremmo essere più soddisfatti.

Lo sludge acido e asciutto partorito (o, per meglio dire, abortito) da Kyle Keener e Corey Stringer è un vero e proprio rigurgito, il quale potrà ricordare altre band come Iron Monkey, Nootgrush, Corrupted, Grief e Dystopia; in particolare questi ultimi per via di quelle venefiche e micidiali irradiazioni di rabbia infinita e distorta che deflagravano nei pezzi. La grande differenza risiede nel fatto che in questo debutto intitolato Metempsychosis sono presenti anche aperture melodiche che, però, non smorzano affatto il carico di disagio, bensì lo aumentano con il loro andamento sghembo e dissonante. Il risultato è un torrente pestilenziale che sfocia inevitabilmente in lenti e mefitici flussi di riff scabrosi e voci sgolate o in violente e devastanti esplosioni di furore caustico.

Spesso e volentieri esce allo scoperto un evidente retaggio crust punk, soprattutto in determinate forme vocali, mentre alcuni rallentamenti sembrano follie disturbanti suonate con strumenti scordati, accompagnate da un sottofondo di noise alienante che concorre a mandare in frantumi la psiche dell’incauto uditore. Non sarebbe nemmeno il caso di specificare che i testi, chiaramente vomitati senza alcun ritegno, sono del tutto in linea con l’apparato musicale dei Nest. Con l’unico scopo di esorcizzare la furia infetta che cova al suo interno, Metempsychosis dipinge giustamente l’umanità come un brulicante e putrescente ammasso di iniquità assortite e codardia, oppresso e soffocato dalle tenebre della religione e del consumismo.

Scaturito, a detta stessa dei due musicisti, da una lunga serie di dolorose e distruttive situazioni personali, Metempsychosis è un disco malato e marcio fino al midollo, il quale non conserva alcuna velleità di piacevolezza né desideri di apparire bello, ma mira soltanto a liquefare le sinapsi dell’ascoltatore. Questo nido non è una culla di vita, bensì un coacervo di putridume, un’incubatrice di liquami infetti; allo stesso modo, questo viaggio, più che una reincarnazione volta a far trionfare lo Spirito sulla materia, sembra una sempiterna condanna. Del resto, i Nest stessi sintetizzano il tutto, dichiarando: «pain is the constant drone of life, falling in and out of grief to only find grief again».

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