NEWSPAPERFLYHUNTING – Iceberg Soul

 
Gruppo: Newspaperflyhunting
Titolo:  Iceberg Soul
Anno: 2014
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. My Iceberg Soul
  2. Through The Lurking Glass
  3. The Third Sun
  4. Stop Flying
  5. Lighthouse
  6. Grassmemory
  7. Looking Through The Glass
  8. Your Iceberg Soul
DURATA: 51:44
 

Białystok è una piccola cittadina della Polonia nord-orientale, placida e decisamente lontana dalle luci dei riflettori. Da questa landa tranquilla e pianeggiante arrivano i Newspaperflyhunting con il loro carico di rock misurato, dalle forti spruzzate post-.

Purtroppo per la formazione polacca, nonostante tutte le buone intenzioni di partenza, "Iceberg Soul" non è un disco particolarmente emotivo. Otto brani, tutti abbastanza lunghi, che non riescono a trasmettere le sensazioni che vorrebbero. Pur presentando alcune buone soluzioni chitarristiche, particolarmente legate a una scena post-rock nostalgica e della prima ora, l'insieme è piuttosto banale o, quantomeno, troppo piatto. Con tutta la buona volontà, il lavoro compositivo di Michał Pawlowski e compagni risulta un po' troppo approssimativo, nonostante la struttura circolare dell'album e gli evidenti collegamenti tra l'apertura e il brano finale. Allo stesso modo, non sono sufficienti gli spunti letterari offerti da "Through The Lurking Glass" (canzone ispirata a un'opera di Stanislaw Lem, l'autore di "Solaris") o da "Looking Through The Glass" (che invece rimanda a un racconto del romanziere di fantascienza britannico Arthur C. Clarke) per dare un indirizzo preciso all'album.

Vero è che i Newspaperflyhunting dichiarano espressamente di improvvisare in alcune parti del loro lavoro, ma la sensazione è quella che detta improvvisazione finisca per essere fine a se stessa, anziché parte integrante di un disegno più grande. Insomma, purtroppo non basta imbracciare una chitarra e mettere insieme delle note per scrivere canzoni, e dal punto di vista della composizione il gruppo polacco deve crescere ancora.

Un ultimo commento sulla produzione, a opera della band stessa: volumi abbastanza piatti, suoni sì asciutti e in linea col post-rock degli esordi, ma poco personali e piuttosto asettici, non aiutano l'album a trovare la propria dimensione sonora, segregandolo a una vita fredda, priva del calore delle emozioni, proprio come l'iceberg del titolo e della (bellissima, questo va riconosciuto) copertina.

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