NEXT DOOR TO HEAVEN – V Ways To Accept

Gruppo:Next Door To Heaven
Titolo:V Ways To Accept
Anno:2019
Provenienza:Russia
Etichetta:Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. Denial I – Space And Time
  2. Denial II – Commotion
  3. Anger – Unrestrained
  4. Bargaining – Revoke
  5. Depression I – Razors
  6. Depression II – Illusion
  7. Depression III – Mistaking
  8. Acceptance I – Believe In Me
  9. Acceptance II – I See Through
  10. Acceptance III – Reflections
DURATA:43:04

Nel magnifico e contaminato mondo del progressive, non mancano i momenti in cui si cerca di dare un suono più distorto e psicotico al proprio stile. Approccio che i russi Next Door To Heaven hanno deciso di seguire dopo un disco di debutto passato un po’ in sordina: V Ways To Accept è infatti un concept album interamente basato sui cinque momenti di assimilazione di un evento negativo, i quali procedono per la negazione, la rabbia, fino all’accettazione. E proprio così come il disco è stato diviso tematicamente, anche espressione e risultato dei suoi brani trovano soluzioni differenti.

Inutile dire che i brani segnati da “Denial” e “Anger” forzino la mano: le ritmiche serrate portano a forti momenti di distorsione, ritornelli martellanti, a segnare un disturbo continuo (come la parte con voce deformata in “Anger – Unrestrained”) nel processo di metabolizzazione. Benché la resa risulti piuttosto soddisfacente, da un punto di vista sonoro la voce di Daria Mazunova spesso perde efficacia: chiariamo, Daria non canta male, ma il suo timbro melodico è molto più adatto a ritmiche diverse, meno forzate. Ecco perché con “Bargaining – Revoke” la salsa cambia: nella composizione più sinuosa, le lunghe vocali di Daria (e un certo vibrato appena pronunciato) acquistano molto più fascino, al limite dell’ipnotico. Una sensazione che si ritrova poi verso la fine del disco, con i brani di “Acceptance”, dove i Next Door To Heaven riescono magnificamente. E qui, tra rimandi a Townsend e Anneke, la formula ai limiti del djent più melodico porta alla luce davvero i brani più convincenti (in fondo, “I See Through” mi aveva venduto l’album al primo ascolto); peccato però che siano solamente tre.

Dispiace un po’ ammetterlo, nonostante abbia apprezzato lo sforzo dei gruppo russo, l’effetto finale non mi ha convinto appieno. Pur volendo ignorare una parte centrale poco avvincente (i vari “Depression”), ho sofferto molto nel dover attendere la fine per trovare le idee migliori: non posso neanche parlare di un crescendo mal riuscito, visto che V Ways To Accept parte da subito in quinta, ma nel cercare di trasformare il proprio stile da ciò che era (l’incipit è molto affine al disco di debutto in quanto a suoni) a ciò che potrebbero diventare, trovo che i Next Door To Heaven avrebbero potuto osare di più. Non si tratta certo di una bocciatura, perché “Acceptance III – Reflections” finisce spesso e volentieri in ripetizione continua (bastano il semplice giro di piano e l’arpeggio iniziali per conquistarmi), ma se il trio di San Pietroburgo riuscisse ad approfondire la vena dimostrata dall’accettazione, il salto di qualità sarebbe immediato, anche per esaltare le doti di Daria e la varietà compositiva di Eugene Mazunov. Fidiamoci e incrociamo le dita.

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