NIERTY – Acolytes Of The Descent

NIERTY – Acolytes Of The Descent

Informazioni
Gruppo: Nierty
Anno: 2010
Etichetta: Misantrof ANTIrecords
Contatti: www.myspace.com/nierty
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Bitterness Of Centuries
2. Catechism Of Hate
3. Eterminal
4. Born Burning
5. The Untempered Schism
6. Excystic
7. Fields Of Extinction
8. Acolytes Of The Descent
9. Ashes To The Grinding Stone

DURATA: 37:30

NIERTY - Acolytes Of The Descent Gli anglosassoni Nierty hanno da poco rilasciato il terzo full della loro carriera, “Alcolytes Of Descent”, sono entrati a far parte del roster della Misantrof ANTIrecords, label che autorizza il free download delle proprie release per incentivarne l’acquisto dopo aver ascoltato il prodotto e che ha come responsabile e fondatore uno dei membri della band black norvegese dei Carpathian Forest, Vrangsinn.
La formazione vede in line-up The Serpent (Dylan Hughes) e Mortabeast (Dylan Hughes) rispettivamente cantante e bassista anche dei più conosciuti Hecate Enthroned, il secondo attivo anche negli Art Of Mutilation dove per un periodo dietro al microfono aveva militato la nostrana Lucy, singer dei Mechanical God Creation.
Quando ho letto la discografia della band, ammetto che aver visto tre full prodotti (in effetti il primo “Essence Of The Nightbringer” fu originariamente rilasciato nel 2008 come self-released e quest’anno gli è stata concesso un lavoro dietro il mixer più accurato) in un breve lasso di tempo mi ha lasciato un po’ interdetto, è difficile che l’esser prolifici coincida con una costanza di rendimento sopra la sufficienza, mi sono quindi ripromesso di ascoltare il platter senza pretese per vedere cosa ne venisse fuori.
Dopo averlo mandato on air un paio di volte, ho iniziato a farmi prendere dalle composizioni che seppur non inventano nulla di particolarmente originale, non si può negare abbiano il piglio e le armi giuste per intrigare gli appassionati di quel black/death in cui le melodie e l’uso dei synth riescono a dare una spinta aggiuntiva.
Il pedale dell’acceleratore è spesso messo sotto pressione, ai Nierty piace mantenere il regime dei giri alto e quindi il blastato e i cambi con cui il batterista Skinblaster alimenta le basi sono la base mostrice essenziale, una canzone come “Born Burning” rappresenta il braccio armato mentre l’opener “Bitterness Of Centuries” e “Catechism Of Hate” hanno la possibilità di far fuoriuscire oltre all’impatto caratteristico dello stile peculiarità che affondano in altri generi incrociando scelte più groovy e atmosferiche, vi è poi una vena epica scura che i synth innalzano, ascoltate i tappeti che prendono forma in “Eterminal” e capirete cosa voglia dire.
Inutile accennare al fatto che alcune delle scelte sembrano aver preso spunto dal periodo d’oro dei Cradle Of Filth quando ancora suonavano con delle vere basi death-oriented martellanti, l’approccio dei Nierty in velocità è però anche più ferale arrivando a toccare la sconsideratezza macinante del grind, aggiungete delle discrete aperture in stile doom/goth e il gioco è fatto.
Le quattro canzoni poste all’inizio di “Acolytes Of The Descent” vi forniranno di per sè le carte che i musicisti getteranno in tavola cambiandone l’ordine e consistenza nelle tracce a seguire, bello l’approccio grezzo e inizialmente doomeggiante di “Excystic”, altro monolite violento in cui sono però gli inserti di tastiera, l’assolo e la sfuriata grind a renderla una delle meglio assemblate dell’album, a cui si può sommare una titletrack allungata e greve al di fuori degli standard ma furente nello schiantare ritmiche al fulmicotone nella sua fase di mezzo per poi riquietarsi lasciando che sia la parte atmosferica a farla da padrone e una “Ashes To The Grinding Stone” che imitando colei che la precede mantiene blandi i ritmi sferrando un solo ma deciso attacco prima di spegnersi del tutto fra le urla malate di The Serpent.
Le prestazioni dei singoli sono ben orchestrate, le chitarre hanno un buon equilibrio triturando quando assecondano la batteria arrembante di Skinblaster e utilizzando soluzioni efficaci per dar vita a un songwriting solido e discrete varianti solistiche, c’è da dire però che il basso di Mortabeast è lievemente penalizzato, finisce ogni tanto sotto al drumming dirompente che lo è forse anche troppo come volume, ok il volume sarà anche un po’ più alto ma Skinblaster è una macchina ben oliata e che lanciata in corsa fa veramente male, stesso discorso vale per la voce di The Serpent acida e scartavetrante quanto basta per assecondare la maligna aura insita nei pezzi.
E’ una band matura quella dei Nierty, non ci sono grosse pecche da rilevare se non quella dell’inevitabile già sentito, troverete gli spunti che li agganceranno gioco forza a una o più realtà, non per questo un album come “Acolytes Of The Descent” ne viene intaccato.
Non vi resta che andare sul myspace, decidete se usare il player o downloadarlo, godetevelo e se dovesse piacervi compratene una copia, l’unico modo per supportare al meglio le tante band che si sbattono suonando per passione e non per guadagno.

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