Nifrost - Blykrone

NIFROST – Blykrone

Gruppo:Nifrost
Titolo:Blykrone
Anno:2019
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Dusktone
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TRACKLIST

  1. Prosesjon
  2. Blykrone
  3. Slaatten
  4. Arr
  5. Tvihalden
  6. Varden
  7. Daudsvon
  8. Gamling
  9. Kongestol
  10. Klander
DURATA:42:20

Sogn Og Fjordane, contea norvegese famosa per aver dato i natali a band come Windir e Vreid, era ancora esistente quando i Nifrost hanno pubblicato il qui presente Blykrone, secondo lavoro dopo Motvind del 2016. Poi è successo che il primo gennaio 2020 Sogn Og Fjordane è stata unita con un’altra contea, quella di Hordaland, formando la nuova Contea del Vestland. A livello storico si tratta sicuramente di un grande cambiamento, anche perché il senso di appartenenza a un luogo subisce probabilmente una profonda ferita nel momento in cui questo luogo cessa ufficialmente di esistere, però possiamo cercare di guardare il lato positivo: adesso abbiamo un’area più grande pronta a ospitare band e musicisti.

I Nifrost propongono un black metal fortemente influenzato dal pagan e in maniera un po’ più lieve dal folk, per cui se siete dei nostalgici o degli appassionati di mitologia nordica Blykrone è decisamente pane per i vostri denti e saprà catapultarvi in una mitica era di divinità ed eroi. Lo stacco tra Blykrone e il suo predecessore è evidente già dalla copertina: dai toni scuri, con un nuovo logo e una grafica che definirei essenziale il primo; colorato e dai toni più delicati il secondo. Anche dal punto di vista musicale, Blykrone suona decisamente più cupo e maturo.

L’equilibrio tra blast beat e intermezzi più lenti e melodici è molto ben studiato, la storia raccontata dalle dieci tracce è avvincente e riesce a mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore. “Prosesjon” è una brevissima intro melodica che ci catapulta in un susseguirsi di riff oscuri, come ad esempio “Slaatten”; non mancano poi momenti più vicini al folk, “Tvihalden” per citarne uno, che mi fanno ripensare a Lars Jensen e il suo progetto — ahimè, momentaneamente in pausa — Myrkgrav, apprezzatissimo qui in redazione.

Perché, insomma, forse avendo citato Windir e Vreid la questione sarà pure scontata, ma non fa mai male ribadire che stiamo parlando non di folk con zampogne e sonorità da sagra di paese, con capelloni ubriachi che ballano sui tavoli; parliamo di folklore, in questo caso miti nordici, messo in musica. “Varden” e “Gamling” sono ottime come manifesto del disco, e in generale devo dire che Blykrone dà il meglio di sé con le ultime quattro tracce. “Kongestol” mi salta subito alle orecchie per i richiami, seppur flebili, agli Enslaved; è vero che manca la vena più progressive, ma le dinamiche mi fanno comunque venire in mente i colleghi di Bergen. L’ottima “Klander” si conclude con melodie eteree che sembrano quasi sospese e che sfumano in fade out, meritandosi il titolo di ciliegina sulla torta di un lavoro già di per sé interessantissimo e studiato fin nei minimi particolari.

Se siete già fan delle band citate finora, ma anche se non lo siete ancora e volete iniziare ad avvicinarvi al pagan-folk, vi consiglierei di inserire anche i Nifrost nella vostra playlist: vi assicuro che non sfigureranno affatto, neanche accanto a mostri sacri del genere.

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